A Child is a Child

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Secondo il nuovo rapporto dell'UNICEF A Child is a Child: Protecting children on the move from violence, abuse and expolitation , i bambini rifugiati e migranti che si spostano da soli, nel mondo, hanno raggiunto un numero record: quasi quintuplicato dal 2010 a oggi

Il rapporto presenta un quadro generale della situazione dei bambini rifugiati e migranti, le motivazioni dietro ai loro viaggi e i rischi che essi affrontano lunga il percorso. Le rotte si fanno sempre più pericolose, e sempre più questi bambini si ritrovano in balia di intermediari e trafficanti per raggiungere le loro destinazioni. 

L'UNICEF sottolinea la necessità di un sistema di protezione globale che tenga questi bambini al sicuro da abusi, sfruttamento e morte.
 
«Anche un solo bambino costretto a fuggire da solo sarebbe troppo. E oggi, il loro numero è sconcertante. Noi adulti non li stiamo proteggendo» afferma Justin Forsyth, Vicedirettore dell’UNICEF. «Gli spietati responsabili del traffico di esseri umani sfruttano la loro vulnerabilità per lucro, aiutando questi bambini a superare i confini solo per poi venderli, costringerli alla schiavitù e alla prostituzione forzata. È immorale il fatto che non stiamo difendendo adeguatamente i bambini da questi sfruttatori.»
 
I dati del rapporto 
 
Nel biennio 2015-2016 sono stati registrati almeno 300.000 bambini non accompagnati e separati in circa 80 Stati, rispetto ai 66.000 del 2010-2011.

Nel medesimo periodo, 200.000 minorenni non accompagnati hanno effettuato richiesta di asilo, di cui 170.000 in Europa. Circa 100.000 minorenni sono stati arrestati al confine tra Stati Uniti e Messico.

Il 92% di tutti i minorenni arrivati in Italia via mare nel 2016 e nei primi mesi del 2017 erano non accompagnati e separati. A livello globale circa il 28% delle vittime di tratta sono bambini.
 
Nell'Africa Subsahariana e in America Centrale e Caraibi sono stati riscontrati i tassi più alti d incidenza di minori fra le vittime di tratta accertate: rispettivamente il 64 % e il 62%.
 
Circa il 20% degli intermediari ha legami con organizzazioni criminali per la tratta di esseri umani. 

«Questi bambini hanno bisogno che i governi di tutto il mondo assumano impegni concreti per assicurare la loro sicurezza durante i viaggi» ribadisce Forsyth«I leader che si incontreranno la prossima settimana al G7 devono orientare i propri sforzi ed essere i primi a impegnarsi ad attuare i 6 punti di azione dell’Agenda di Azione dell’UNICEF.» 
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