Acqua su Marte, la parola ai vertici degli enti di ricerca

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Il radar italiano Marsis (Mars Advanced Radar for Subsurface and Ionosphere Sounding) installato a bordo della sonda Mars Express ha individuato per la prima volta la presenza di acqua liquida su Marte diventando l'autore di una delle maggiori scoperte scientifiche degli ultimi anni. 

I risultati dello studio frutto di una collaborazione scientifica tra ASI, INAF Università degli studi Roma Tre, Università degli studi D’Annunzio, Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) e Sapienza Università di Roma, sono stati presentati durante una conferenza stampa presso la sede dell’ASI cui hanno preso parte i tre autori dello studio: Enrico Flamini già chief scientist di ASI, Roberto Orosei di INAF ed Elena Pettinelli dell’Università di Roma Tre.

Questa scoperta è una delle più importanti degli ultimi anni – ha sottolineato il presidente dell’ASI Roberto Battiston – sono decenni che ricercatori italiani sono impegnati nelle ricerche su Marte insieme a ESA e NASA, spesso in ruoli di leadership. I risultati di Marsis confermano l’eccellenza dei nostri scienziati e della nostra tecnologia. Sono un ulteriore riprova dell’importanza della missione ESA a leadership italiana ExoMars, che nel 2020 arriverà sul Pianeta Rosso alla ricerca di tracce di vita fino a due metri di profondità sotto la superfice del pianeta”.

"E' una di quelle scoperte che dimostra l'importanza dell'astrofisica moderna - commenta il presidente dell'Inaf Nichi D'Amico -  una disciplina che amplia le conoscenze umane. La rivelazione della presenza del bacino sotterraneo segna una tappa fondamentale nell'esplorazione di Marte, un campo in cui l'Italia gioca un ruolo di primo piano".

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