Amarsi un po': le chat

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Piccole riflessione scambiate e condivise con un caro amico medico nel quotidiano e  filosofo per necessità dello spirito.

Amarsi un po’ è facile, più difficile volersi bene. Richiede tempo e partecipazione il volersi bene. Siamo ancora disposti a darne? 

Internet ci consente di fare molto restando comodamente a casa, lavorare, mantenere rapporti d’amicizia, fare shopping, usare social e chat per conoscere probabili partners… ma il virtuale avvicina o mette ancor più a rischio il contatto umano mentre “finge” di incoraggiarlo?  L’idea  di una comunicazione “protetta” e di una discesa in campo procrastinabile nel tempo, a nostro piacimento, ci rasserena? O è illusoriamente preventiva di sofferenze del cuore e inadeguatezze temute, tanto da spingerci a vivere non vivendo…virtualmente appunto?

I tanti che si mettono in gioco e con felici risultati, non saranno d’accordo, e hanno i risultati a dar loro ragione. Son quelli che passano dalle intenzioni ai fatti e semplicemente si incontrano. Usano  la chat per quel che è, un mezzo, come lo erano un tempo  la posta per i cuori solitari o le passeggiate con mammà per trovare marito.
                                                                   
Analisi e riflessioni a cosa sono loro utili? E poi, come abbiamo già affermato, queste nuove modalità ci rappresentano, sono lo specchio felice o dolente della nostra realtà. Avranno mai il potere di indurre un cambiamento di marcia? Uhhh, quante  domande…liberi di trovare le nostre risposte!   

E, se decidiamo di usare questo mezzo, sarà bene sapere che la gran quantità di nomi e profili proposti, dopo i primi entusiasmi, può confondere, illudere, saturare e di sicuro generare inflazione e dove c’è inflazione arriva puntuale . . .  la svalutazione. All’entusiasmo iniziale, per questo immenso mare a disposizione, può subentrare la perplessità e, ancora, il disincanto. Tutto è sempre nelle nostre mani, anche i cuori…maneggiare con cura, possibilmente.

Il nostro dialogo è avviato, è arrivata posta e prima di andare a leggerla, insieme ai commenti, vi lasciamo con “Albicocca 76”. Con lei il divertimento è assicurato. E cosa ne è stato del nostro primo Virgilio che ci ha introdotte nella tranquilla chat X, quali i primi messaggi? Vi chiederete…o no? Ve lo sveleremo nella prossima puntata dal titolo:  “Che cos’è l’amor” (Capossela).  A domenica prossima.

L’ALBICOCCA NEL MERAVIGLIOSO MONDO DELLE CHAT  -  Seconda puntata – chat Y:   allora, dicevo, come Dante, pure io ho avuto il mio Virgilio, la mia guida in questo nuovo mondo. Iei, la migliore amica, non sopportava più le mie lamentazioni per aver perso “Patman” dopo tanti anni. Per inciso, pat sta per pattumiera, essendo l’essere in questione amante dei cari vecchi contenitori dei rifiuti solidi urbani, datosi che parcheggiava sempre nei pressi…ma torniamo al frutteto…pardon alla chat…Ricordo ancora quel pomeriggio come se fosse ora, seduta difronte al pc, dopo averla costretta a ricontrollare per la 753esima volta le foto sul profilo di Patman, lei, l’amica mia, mi guarda e grida: “E mò basta! Iscriviti ad una chat, magari non trovi l’anima gemella ma almeno ti svaghi!”  Eran le 18 e 35…alle 18 e 40 ero già iscritta e il mio Virgilio, con l’esperienza del frequentatore abituale , mi ha aperto la strada. E apriti cielo

Ammiravo la naturalezza sua nell’aggirarsi nelle stanze del sito e, in cuor mio, ero frastornata, non riuscivo a capire che cavolo ne sapesse lei di “questa giungla (cito testualmente) dove ci stanno animali di tutti i tipi e se non ti stai accorta, questi ti timangiano!”…ed io, ancor più terrorizzata – perché cavolo, queste cose , pensavo, sono per persone insicure, gente che pensa di essere alla frutta o che non ha la possibilità di incontrare qualcuno…gente che magari partecipa a quelle crociere per single che vanno tanto di moda e che non si perde un corso di ballo, perché il dancefloor è la nuova palestra del take away amoroso…io, io non sono così, io sono Albicocca 76 e non Semolino 44!… …Dopo 10 minuti di navigazione guidata, avrei voluto cambiare il mio nick…io non meritavo Albicocca 76…sarebbe stato meglio Pappina… ”e mi raccomando – chiosa lei – non te ne uscire con quelle tue frasi filosofiche o con qualche sermone sulla solidarietà eccetera eccetera, qua la gente si vuole divertire!” E ancora: “Sentimi a me che ti conosco come un piede il suo calzino, frasi brevi, secche. E’ UNA CHAT DI INCONTRI non il tuo tabernacolo!” Io sintesi e pensieri corti? E che sono??!?...ma io so portata, all’università mi chiamavano autoreverse…io sto alla sintesi come le olive sul pan di spagna…uhhh, iniziamo male! E ancora lei che più che Virgilio mi sembrava Caronte: “sentimi, mò la foto  te la scelgo io che tu sei capace di mettere pure una scimmia o qualche animale che conosci solo tu…insomma, per fare acchiappanza ti devi saper vendere, pure sulle chat!” E girando tra le foto individua quella adatta. Na cosa che solo se ci penso, divento rossa. Sembravo Don chuck castoro con la minigonna…e pensavo:  “Uà vabbè, col piffero che acchiappo con la foto della cugina povera dell’uomo talpa!” E dopo 10 minuti: “Uè Albicò, io ti ho iscritta ma tu mi devi promettere che non ti fai male, che stai attenta e che dove ti mostro mò non ci vai più!”…uh Gesù mio e che sarà mai sto posto, sodoma e gomorra?...immaginate la scena: io, sedotta e abbandonata, con davanti   una serie di icone di altrettanti taldeitali pronti intenti a mostrare la parte migliore di se stessi…focu meooo…

 

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