AMERICAN HUSTLE, VITA E SCELTE CONTINUE

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Candidato a 10 premi Oscar dopo ben tre golden globe vinti ed il premio SAG per il miglior cast, l'ultimo lavoro di David Owen Russell mostra un Christian Bale ingrassato di venti chili e prende spunto dall'operazione Abscam dell'FBI per mostrare sprazzi di ingegnosità umana

Un film in cui l'unico capello fuori posto è quello dell'ulissiaco Christian Bale aka Irving Rosenfeld agli inizi del film quando con un pettine si alza i lunghi capelli della nuca per farli ricadere sul mucchietto posticcio minuziosamente incollato sulla testa pianeggiante. La trama fila liscia, nulla fuori posto. Purtroppo nessuna immagine epica, destinata a rimanere impressa nei ricordi alla fine della visione.Ed è questa forse la più rilevante pecca dei film di David Owen Russell. Uomini e capelli, uno scontro, una lotta sempre sentita come debolezza a partire dall'affermazione dell'estetica e dell'immagine come fattori di successo nella società. Un complesso per la maggior parte degli uomini che quasi mai riescono a convivere con la perdita. Seppur si tratti di capelli. E soprattutto nei primi tempi, quando magari s è ancora giovani. E per questo motivo si tende a rimanere più attaccati alle persone. Pur non amandole. E così fa Irving, innamorato della sua spalla Sidney Prosser, ma che inevitabilmente torna sempre a ciò che gli è rimasto attaccato, la moglie Rosalyn ed il figlio di lei. Due figure femminili sublimi e magistralmente interpretate da Amy Adams e Jennifer Lawrence, vincitrici tra l'altro dei Golden Globe come miglior attrice in un film commedia e miglior attrice non protagonista. Molto bravo anche Bradley Cooper nel ruolo dell'agente federale Richie Di Maso, eterno bambino e attaccato anche lui a chi è lì, alla madre e l'eterna fidanzata. Due uomini che si combattono ma che in realtà sono molto simili, tutti dediti all'invenzione. “La necessità veramente è la madre dell'invenzione” dice Irving in un passaggio, sottolineando la propria inventiva e personalità di “fabbricatore di stratagemmi” tale da renderlo economicamente benestante a dispetto di una infanzia povera nei sobborghi di Brooklyn. “L'arte di sopravvivere è un'avventura che non finisce mai” appunto.

E così fin da piccolo Irving Rosefeld pensa al modo in cui far vivere meglio suo padre, vetraio, in debito con fornitori. Spacca le vetrine. E spaccando spaccando mette in piedi la sua vita decente fatta di panni da lavare (diventa proprietario di una catena di lavanderie), di false opere d'arte e di impossibili introiti. Da imbroglione, ma comunque una vita decente. Fin quando non arriva a bussare la coscienza. Il valore dell'amicizia e dell'amore sono delineati con tutte le loro contraddizioni, nell'eterna e costante condizione di scelta.

Un film che bisogna seguire. Nelle parole, nelle scene, nel ritmo. Un ritmo che alterna momenti di estrema freneticità ad altri più lenti ma in grado di lasciarti sempre lì, in bilico, con il desiderio di sapere altro. Anche sul “the end”. Qual è il finale della storia che il capo racconta a Richie di Maso? Cosa succede al fratello, al padre e a lui?

La traduzione “l'apparenza inganna” è come sempre un tentativo di rendere quell'”hustle” inglese con qualcosa di evocativo. Hustle, il caos. La frenesia e gli inganni continui del film. La gara a chi pensa meglio in una costante ricerca dell'escamotage giusto. Il tempo della storia è quello degli anni Settanta, mirabilmente resi da costumi, musiche e scenari. Lo spunto viene da fatti veri, l'operazione Abscam condotta dall'FBI per incastrare alcuni politici, membri del congresso e mafiosi con l'aiuto di una coppia di lestofanti arguti ed acuti, Irving Rosenfeld appunto e Sidney Prosser. I due, obbligati a collaborare per non essere arrestati, costruiscono una nuova vita sui loro personaggi, una vita costellata di tradimenti e presunti amori, ripicche (la relazione tra Sidney e il federale) e amicizie. Ed è proprio un'amicizia a far sentire il peso della coscienza a Irving, quella con il sindaco della città di Camden, Jeremy Renner aka Carmine Polito.

Non si tratta ovviamente di un'amicizia disinteressata in quanto sotto ci sono ingenti interessi legati a milioni di dollari di un fantomatico sceicco ma il regalo di un forno a microonde è per il grassoccio imbroglione qualcosa di inaspettato. Qualcosa che lo spinge più volte a far annusare all'amico la verità: “Irving: Io penso che uno dovrebbe trattare le persone come vorrebbe essere trattato lui: non lo ha detto Gesù più o meno? Penso che è sempre meglio accettare un favore invece dei soldi: credo che Gesù abbia detto anche questo. Carmine: Non lo so se questo l'ha detto, penso che dovrei controllare.

Il tono della pellicola è difficilmente inquadrabile, in quanto alterna momenti che strizzano l'occhio allo stile di Scorsese ad altri tipici della commedia, mantenendosi in una via di mezzo che, a quanto pare, convince gran parte della critica americana.

Meritatissimo il premio SAG (Premio del sindacato attori) al cast di attori, professionisti con i quali Russell ha già lavorato: con Bale e la Adams nel 2010 per The Fighter e con Cooper e la Lawrence in Il Lato positivo del 2012 (Silver Linings Playbook). Le musiche sono un omaggio agli anni Settanta, in primis a Duke Ellington citato ed ascoltato in Jeep's Blue, colonna sonora della storia d'amore tra i due protagonisti che mostra la sua scena più intima nell'abbraccio ai due amanti del macchinario elettronico che raccoglie i vestiti della lavanderia mentre la voce fuori campo del protagonista ricorda e racconta lo stato d'animo. Sentivo come se ci fosse un segreto che conoscevamo solo noi due, sapete com'è... Quando hai voglia di stare sempre con un'altra persona e senti che tu e lei capite qualcosa che non capisce nessun altro. Avrei potuto raccontarle tutto di me. Non avevo mai trovato una persona così in vita mia. Sentivo che finalmente avrei potuto essere veramente me stesso senza vergognarmi, senza essere in imbarazzo. Bee Gees, Elton John, Donna Summer fanno il resto.

Il film non mi ha fatto impazzire ma mi ha comunque lasciato pensare su alcuni punti. Ho riflettuto per un attimo sulla vita e su quanto sia un incessante e costante momento di scelte.

Dalla visione del film ho tratto alcuni esempi di leadership e comportamenti nella vita:

  • essere calmi e lucidi nei momenti di tensione o difficoltà fa in modo che si crei tutt'intorno, nei dipendenti o collaboratori, un clima di sicurezza: quando Irving si trova con i mafiosi (non possiamo non citare il cameo, secondo me inutile, di Robert de Niro nei panni del gangster, solita immagine trita e ritrita) o nel primo incontro con il sindaco Carmine Polito, non perde mai la calma. Ogni momento è giusto per osservare e pensare alla mossa più giusta per lui e per i suoi affari.
  • tentennare nel parlare o prendere decisioni è sintomo e segnale di scarsa decisione: Irving non tentenna mai ma ostenta sempre grande sicurezza anche e soprattutto nelle falsità;
  • indispensabile nella vita è saper pazientare per raggiungere traguardi o per riuscire in ciò che ci si è dato come obiettivo: altro modo di dire che “la pazienza è la virtù dei forti”.
  • Fidarsi del proprio istinto. Non sempre si può fare affidamento solo sulla pazienza: Irving lo fa più volte nelle sue azione prevedendo ciò che “crederanno” gli altri. Istinto ed esperienza nella scena finale.
  • bisogna cercare di tenere stretto ciò che si ama. “Non voglio niente se non posso avere tutto”: Sidney è una donna e prima o poi, da qualunque donna ci si troverà al proprio fianco, arriveranno queste parole. Ma allo stesso modo da un uomo. L'essere umano vuole amare ed essere amato.
  • Insegui ciò che ti rende felice e persisti nell'ottenerlo. Tutti gli espedienti e le azioni di Irving sono indirizzati alla realizzazione di un progetto di vita con l'affascinante Sidney.

    Fioravante Conte

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