Andiamo al Cuore del Diabete

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Si è tenuta la quindicesima ed ultima tappa del progetto “Andiamo al cuore del diabete”, supportato da Boehringer Ingelheim Italia e Eli Lilly Italia, nato con l’obiettivo di mettere in luce l’importanza della correlazione tra diabete e rischio cardiovascolare.

Si tratta di un innovativo progetto di formazione rivolto alla classe medica, partito da Roma il 25 marzo scorso, che ha previsto un tour itinerante di 15 tappe in transito in diverse Regioni italiane: Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Abruzzo, Campania, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna.

Nel mondo una persona su due con diabete di tipo 2 muore per un evento cardiovascolare. Nei diabetici, infatti, il rischio di malattia cardiovascolare è da 2 a 4 volte superiore rispetto a chi non è affetto da questa patologia.

Oggi, tuttavia, la comunità medico-scientifica ha a disposizione un’opzione terapeutica, empagliflozin (inibitore del co-trasportatore sodio-glucosio di tipo 2 -SGLT2) in grado di coniugare l’azione antidiabetica con i benefici dimostrati sulla riduzione della mortalità e morbilità cardiovascolare.

Recenti evidenze scientifiche hanno, infatti, portato l’Autorità Regolatoria Europea ad approvare un aggiornamento dell’indicazione per empagliflozin e per la sua associazione con metformina. Per la prima volta nella scheda tecnica di un farmaco antidiabetico viene riportata la possibilità di riduzione del rischio di mortalità cardiovascolare in adulti con diabete di tipo 2, come obiettivo di trattamento.

La tappa di Napoli prevede la sosta in Piazza Dante di un mezzo mobile “Cell Explorer che ospiterà al proprio interno aule didattiche preposte a sessioni formative, rivolte a medici specialisti. Un gazebo esterno, invece, accoglierà i volontari delle Associazioni Fand Campania e ANIAD Campania, impegnati nel fornire al pubblico materiale formativo e informativo.

Sia nel capoluogo campano, che nelle altre tappe del progetto, sono state coinvolte, infatti, le associazioni pazienti locali.

Ridurre il rischio cardiovascolare è un aspetto prioritario nella gestione del diabete - dichiara il professor Antonio Ceriello del Gruppo MultiMedica di Milano - ed oggi abbiamo a disposizione un’opzione terapeutica in più per farlo. Per la prima volta, possiamo trattare i nostri pazienti con diabete di tipo 2 ad alto rischio cardiovascolare con una terapia antidiabetica che riduce il rischio di mortalità per malattie cardiovascolari. Senza tralasciare, poi, il fatto che la riduzione degli eventi cardiovascolari (infarto miocardico non fatale, ictus non fatale e morte cardiovascolare) e delle ospedalizzazioni per scompenso cardiaco, comporta un impatto positivo anche sulla sostenibilità del sistema sanitario nazionale”.

Il progetto ‘Andiamo al Cuore del Diabete’ - afferma Alessio Liguori presidente A.N.IA.D. (Associazione Nazionale Italiana Atleti Diabetici) Campania - ci dà la possibilità di dare vita a un’attività di informazione e sensibilizzazione, anche nei confronti dei cittadini, riguardo ai rischi e alle complicanze della patologia e alle possibili soluzioni in grado di migliorare la qualità di vita delle persone con diabete”.

Come paziente impegnata nell’associazionismo - afferma Fabiana Anastasio, presidente del coordinamento FAND Campania e del coordinamento Associazioni Pazienti Diabetici della Campania - plaudo al progetto ‘Andiamo al Cuore del Diabete’, un’iniziativa che dà la possibilità di creare percorsi dedicati ai pazienti diabetici. Percorsi formati da quei professionisti che, secondo le Leggi Nazionali e Regionali, costituiscono il ‘Team Diabetologico’ e che ulteriori studi delle Società Scientifiche preposte, confermano essere la migliore opzione di gestione del paziente diabetico e delle sue complicanze, con un corretto utilizzo delle risorse economiche”.

Il progetto “Andiamo al cuore del Diabete” rientra nell’ambito dell’incessante impegno di Boehringer Ingelheim ed Eli Lilly nei confronti delle persone con diabete, attraverso un’attività educazionale e formativa sul legame che esiste tra diabete di tipo 2 e malattie cardiovascolari. 

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