Auditorium novecento

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Lo raccontava il Maestro Riccardo Muti: “Non basta dire semplicemente la parola cultura, e avere fiducia. Bisogna che facciamo qualche cosa. Ma tutti”. E così dopo il talento manageriale e la sapienza artigiana della famiglia Esposito – custodi del patrimonio della canzone napoletana su etichetta Phonotype Record – il sotterraneo ad angolo via Mezzocannone risorge. Accelera. Riparte. E adesso è Auditorium Novecento Napoli.                     

In un musicbiz che è sempre più impersonale, polverizzato, ripetitivo e provvisorio, nel Sud Italia esiste una nuova compagine per una antica ambizione. Fare musica, incidere album, ascoltare concerti di qualità.

Gli Esposito cedono così il testimone a un nucleo di imprenditori che tutela e porta nel futuro l’arte della canzone e della composizione, delle colonne sonore e delle sonorizzazioni: l’organigramma include Fabrizio Piccolo, Daniele Chessa, Paolo Nappi, Francesco Virgilio Sabatini, Paolo De Rosa e Gianni Ruggiero.

Sono loro la macchina direttiva e organizzativa di Auditorium Novecento Napoli: un luogo dove ogni idea e matrice musicale si fa arte|cultura|mestiere. Lontano dalle etichette e dai generi. Uno spazio che è prospettiva e consapevolezza che Napoli non ha smesso di realizzare musica: in forma-canzone, per il cinema, con le colonne sonore per il palcoscenico. Ribaltando la tradizione in ricerca linguistica. La produzione rétro [imbuti, macchine parlanti, fonogrammi, lacche] in sperimentazione digitale e sampling. Cosciente che tale know-how garantisce la possibilità di esportare questi contenuti da Napoli ai mercati stranieri e competere in ambito internazionale.

La volontà è portare in avanti la produzione musicale in ogni segmento. E l’intenzione è coinvolgere quanto più possibile il pubblico. Fin dal primo start. Per cui ciascuno potrà avere un ruolo concreto nelle dinamiche di produzione. Per fare ciò, ecco l’apertura della campagna di fundraising sulla piattaforma internet https://www.produzionidalbasso.com/project/sostieni-auditorium-novecento-napoli-ti-appartiene/ .  

Chiunque potrà sostenere Auditorium Novecento con donazioni a fronte di una serie estesa di premialità: dalla tessera di socio a prelazioni sui biglietti dei concerti, dall’accesso all’Archivio per le consultazioni al noleggio dello studio. Dalle serigrafie originali firmate da Cyop&Kaf ai vinili originali del catalogo Phonotype Record. Fino a realizzare un concerto registrato in studio con spettatori presenti, cui sono abbinate le riprese di un videoclip. E, perché no, diventare sponsor ufficiale di Auditorium Novecento o ricevere addirittura la titolazione della sala piccola e/o della sala auditorium.

Quanto è stato fatto nel secolo scorso dalla Phonotype Record – a tutti gli effetti, la prima casa discografica italiana: 1901 – diventa testamento da cui rinascere. Una lezione di impresa culturale che vede protagonisti i nuovi soci. Con nuove competenze.

Auditorium Novecento Napoli è lo strumento affinché la città racconti ancora di sé e delle sue doti musicali. Non è sufficiente sapere e ribadire che Napoli ha educato il mondo al canto di Fernando De Lucia e Enrico Caruso, Gilda Mignonette e Elvira Donnarumma. Di Beniamino Gigli, Nicola Maldacea e Gennaro Pasquariello, Ersilia Sampieri e Raffaele Viviani. Mario Abbate, Sergio Bruni, Giacomo Rondinella, Giulietta Sacco, Renato Carosone, Roberto Murolo, Peppino Di Capri, Mario Merola, Pino Mauro, Antonio Sorrentino. E Marino Marini, Fred Buscaglione, Matteo Salvatore, Nicola Arigliano, Claudio Baglioni, Consiglia Licciardi, Enzo Gragnaniello, Foja, La Maschera.

Non è sufficiente ricordare che il catalogo discografico riassume storie e personaggi di più di cento anni di vita, fra catastrofi, amori, guerre, emozioni generate nel golfo. Ciò che vale, ora, è il desiderio di tornare a essere un laboratorio concreto e appassionato per fare musica in qualità di autori e professionisti.

Proprio in queste stanze – ex stalle – del centro storico, sono cresciute decine di generazioni di artisti. Proprio Muti ha imparato qui la disciplina dal suo maestro di pianoforte Vincenzo Vitale, prima di esportare la lezione del rigore e dell’arte musicale napoletana in ogni continente. Auditorium Novecento Napoli è contemporaneamente la storia e la prospettiva.

Ha il desiderio e l'obiettivo di trasferire alle nuove generazioni la conoscenza di ieri, del canzoniere e degli artisti che hanno trasformato Napoli nel laboratorio sonoro che tutti riconoscono. Ma affinché tale avventura possa essere sostenuta, ogni cittadino – residente e straniero – musicista, appassionato, collezionista, compositore, studioso, ricercatore può diventare complice del progetto e difendere l’antologia di ieri e quella che sta già nascendo partecipando alla campagna di fundraising.  

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