Banat

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Ivo (Edoardo Gabbriellini) e Clara (Elena Radonicich) vivono a Bari. Ivo è agronomo, ed ha appena accettato un’offerta di lavoro in Romania. Clara esce da una difficile storia d’amore. S’incontrano per caso nell’appartamento dell'eccentrica Signora Nitti (Piera Degli Esposti): lui è affittuario uscente, lei la nuova inquilina. E si riconoscono all’istante, entrambi sospesi tra una vita che finisce e una nuova che comincia. Poi Ivo parte per la Romania, e Clara resta a Bari. Quando perde il suo lavoro in un cantiere navale, Clara decide di raggiungerlo. Insieme condividono lo spaesamento in una terra straniera e l’incertezza del futuro, così come la sensazione di un amore che sta nascendo. L’esilio dalla loro terra è l’unico modo per essere felici?

L’uscita in sala di un’opera prima deve rappresentare, per tutti coloro che hanno contribuito alla sua realizzazione, un motivo di grande orgoglio, considerato che quasi la metà delle opere prodotte in Italia non riescono ad esser distribuite. In più, in questo caso, si tratta dell’opera prima di un autore come Adriano Valerio che, con il suo cortometraggio 37°4S, si era già aggiudicato prestigiosi riconoscimenti quali la Menzione Speciale al Festival di Cannes, il David di Donatello e il Nastro d’Argento. 

Abbiamo creduto in questo progetto fin dall’inizio e siamo stati subito ricompensati dalla selezione di Banat [il viaggio]  alla prestigiosa Settimana della Critica dell’ultima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, dove Apulia Film Commission era presente con tre film. L’impegno di Apulia Film Commission su Banat [il viaggio] è, quindi, la dimostrazione di come la nostra Film Commission intenda differenziare i suoi interventi: da una parte il supporto ad autori affermati e con indubbie prerogative  di mercato, dall’altra il sostegno a film e progetti – non solo lungometraggi – dai linguaggi più complessi e che  meritano particolare attenzione per assicurarne il processo produttivo insieme a un efficace circuito  distributivo. Tra l’altro, il lavoro svolto su Banat [il viaggio] ha rappresentato per noi un buon risultato anche in termini occupazionali, sia numericamente che qualitativamente. Tutto ciò è il frutto di scelte di politica culturale avviate ormai da tempo, ma che si rinnovano e si migliorano nel tempo grazie a nuove storie e nuovi autori.”  

Maurizio Sciarra Presidente AFC

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