"Bar dell'Opera" Roberto Del Gaudio

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Ormai conosciamo lo spazio, ricco di fascino e di testi teatrali, del Parco Margherita, la “Libreria del Cinema e del Teatro” ed i suoi Incontri del Venerdì organizzati e presentati dal regista Giulio Adinolfi.

Affiancato dalla brava relatrice Enza Silvestrini, Adinolfi ha curato la nuova presentazione dell’ultimo libro di Roberto Del Gaudio, “Bar dell’Opera”, una raccolta di racconti che ha Napoli come coprotagonista, con le sue strade e i suoi riti, le sue facce da filosofo o da barbone e il Bar del titolo sito nel cuore della città, una città mai raccontata attraverso i logori topoi che la rappresentano e la sviliscono.

“Questa storia potrebbe essere vera”, scrive l’autore in uno dei racconti ed è un avvertimento al lettore per scuoterne la capacità di giudizio. E in un crescendo dal sapore calviniano, le storie, raccontate con una lingua lussureggiante e con una profonda capacità descrittiva di luoghi e stati d’animo, si sfaldano in un tessuto metanarrativo. Così il meccanismo della narrazione squarcia la quarta parete e rivela se stesso.

Ritroviamo strade e quartieri della città nel dipanarsi delle storie percorse dalle due tipologie di napoletani individuate da Del Gaudio, quelli educati e coloriti, legati al dialetto storico, o meglio lingua vera e propria per la ricca produzione letteraria antica e moderna che la esprime e gli altri, riconducibili alla cultura “neomelodica”, definiti anche cuozzi o tarzani, i cari vecchi tamarri insomma!

Via Costantinopoli, il Vomero con il suo rancoroso condominio di via Aniello Falcone, la metro di piazza Dante, il Conservatorio, Scampia, sono coprotagonisti delle storie narrate con una scrittura che non insegue l’azione, ma riflette, dialoga, si concentra su alcuni dettagli che poi si rivelano fondamentali, testate d’angolo di un intero mondo. In fondo le storie potrebbero aver luogo in ogni dove.

Roberto Del Gaudio è un osservatore e narratore lucido e attento con quel tanto di ombroso apparente a renderlo intrigante. Artista colto e poliedrico è attore, cantante, drammaturgo e regista. Cofondatore de “I Virtuosi di San Martino” che si occupano di musica e di teatro, Del Gaudio esordisce in teatro nel 1994. Tra i loro spettacoli ricordiamo Nel nome di Ciccio, Medea Marturano, Totò che tragedia!. Ha scritto e messo in scena Abjurate!, Felice e Costanza, Catena. Ha vinto il Premio Nazionale della Critica di Teatro 2002 e il Premio Ciampi 2014. E’ stato collaborator del Corriere del Mezzogiorno e del Manifesto. Ha pubblicato Medea Marturano (Guida ed.), Dialoghi eretici (Il Melangolo), Cinque donne sei (Spartaco ed.). Gli allievi del laboratorio teatrale di Roberto Del Gaudio hanno letto brani tratti dal libro.
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"Bar dell'Opera" Roberto Del Gaudio