Ben Pastor e «La fioraia di Keats»

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Roma, ultimi mesi di vita di John Keats. Un omicidio efferato scuote la sensibilità del poeta che, legato alla vittima da una tenera amicizia, si mette sulle tracce del misterioso assassino.

 

Siamo nel gennaio del 1821 a Roma. Tra alti e bassi della sua malattia, Keats passa la maggior parte del tempo affacciato alla finestra della sua stanza che dà sulle scale di piazza di Spagna. E’ da questa immagine che parte Ben Pastor per dar vita al suo giallo storico.

Sulle scale di piazza di Spagna, una bella fioraia vende i suoi fiori. Keats ne ammira ogni giorno la bellezza, e tra i due nasce una reciproca simpatia. Marietta, questo è il nome della giovane fioraia, ogni tanto si reca nell’appartamento di Keats per donargli un fiore e poi va via. Probabilmente si è innamorata del giovane signorotto inglese che, dal canto suo, non ne disdegna le pallide carinerie.

Per un giorno intero Marietta sparisce dalla circolazione. Il suo posto sulle scale è vuoto e Keats comincia ad insospettirsi. L’istinto gli dice che qualcosa non torna, e allora lui e l’amico Severn iniziano a cercarla. Dal giorno prima non si hanno più notizie di Marietta, nessuno l’ha vista, e il giorno dopo il Tevere, tristemente, ne restituisce il cadavere: suicidio è il verdetto.  Keats è stravolto dalla notizia, la sua salute subisce un nuovo colpo. Ma i conti non gli tornano comunque; Marietta era troppo solare per suicidarsi, amava troppo la vita, sicuramente non era andata così. E l’intuito di Keats gli dà ragione. Da buon medico, nota segni inconfutabili di omicidio quando va ad esaminare il cadavere, e così si mette alla ricerca dell’assassino. Il racconto è avvincente, come tutte le storie di Ben Pastor.

Nata a Roma ma trasferitasi ben presto negli Stati Uniti, Ben Pastor ha insegnato Storia e Scienze Sociali presso le università dell’Ohio, dell’Illinois e del Vermont. Oltre a Lumen, Luna bugiarda, Il signore delle cento ossa, Il cielo di stagno, La strada per Itaca e Kaputt Mundi (ovvero il ciclo dedicato al soldato-detective Martin Bora, pubblicato in Italia da Sellerio), è autrice dei gialli di ambientazione mitteleuropea I misteri di Praga e La camera dello scirocco (Mondadori), nonché de Il ladro d’acqua, La voce del fuoco, Le vergini di pietra e La traccia del vento (Frassinelli-Sperling & Kupfer), i primi quattro episodi di una serie thriller ambientata nel IV secolo d.C. I suoi libri sono pubblicati, oltre che in Italia, negli Stati Uniti, in Canada, Spagna, Portogallo, Germania, Regno Unito, Polonia, Francia, Olanda, Ungheria, Repubblica Ceca, Croazia e Brasile.

 

Chi ama John Keats e ne conosce i risvolti caratteriali e le vicende personali, non può che restare piacevolmente colpito dalla descrizione che ne fa Ben Pastor attraverso la penna del suo amico Severn. Il carattere timido ma nello stesso risoluto di Keats traspare in tutte le pagine del racconto; le sue capacità mediche ci sono rammentate quando Keats esamina il cadavere di Marietta; l’appartamento freddo e umido, ci ricorda i periodi difficili che avevano patito i due amici davanti al tepore del camino (quello originale è visibile alle Keats-Shelley House a piazza di Spagna); il cimitero degli inglesi in cui verrà sepolta Marietta ci riporta con la mente alla tomba di Keats e Severn nel cimitero ACattolico di Roma.

Il giallo di Ben Pastor si dipana tra le vie e le chiese di Roma che sono descritti da Severn con amabile trasporto, come solo un artista può fare (e un’archeologa come Ben!). Tra aneddoti e curiosità legati alla città, il lettore si imbatte in una singolarità che riguarda Caravaggio, una curiosità su piazza delle Azzimelle, un accenno storico alle leggi di sepoltura dell’epoca e ad un altro richiamo al Cimitero ACattolico che ai tempi di Keats era un campo dove pascolavano le greggi e che oggi accoglie la sua tomba.

Il ritmo del racconto è un crescendo di colpi di scena fino alla cattura dell’assassino. Nel mentre, fa capolino la passione di Ben Pastor per le ghost stories e così riappare Marietta. Il fantasma della giovane fioraia si palesa nella stanza di Keats, gli svela alcuni indizi e comincia a fargli visita quasi regolarmente tutte le sere fino a poco prima della sua morte. Gli dona sul comodino alcuni petali di violette bagnati e gli lascia intendere che presto si troveranno fianco a fianco nella delicata verzura della terra dove lei è stata sepolta.

Insomma, ci sono tutti gli elementi per un bel racconto: la suspance del giallo, tanti riferimenti alla vita di Keats e alla Roma dell’800 che ci proiettano nel racconto storico e infine il brivido del soprannaturale. In Italia il racconto è stato pubblicato nel 2006 da Alacràn e inserito nella raccolta di racconti gialli Sette colli in nero.

Perché Keats? Perché Ben Pastor ha scelto proprio questo giovane e melanconico poeta per il suo racconto poliziesco? Glielo abbiamo chiesto in un’intervista; leggete il prossimo articolo!

 

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