Caldo, inquinamento e aumento delle allergie

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Che non si parli più di cambi di stagione non è ormai una novità, ma sentir parlare di allergia nel mese di Gennaio è davvero una cosa strana. Si, perché quest’anno chi soffre di allergie al polline ha già iniziato a tribolare, specie nelle zone del Nord e Centro Italia. Sembra, infatti, che da metà Gennaio i primi pollini abbiano fatto capolino nell’aria grazie al caldo di Dicembre. Un elemento che ha del sorprendente visto che in genere l’aria “fiorisce” intorno ai primi di Febbraio.
Anche quest’anno, le persone allergiche, purtroppo, si ritrovano a fare da sentinelle involontarie del cambiamento climatico che ormai interessa la nostra area da un bel po’ di anni. Anticipo è la parola chiave in tema di pollini. Gli esperti ci comunicano che è sbagliato associare il periodo delle allergie alla primavera, in realtà, il calendario pollinico parte da fine inverno con cipressi e noccioli, per passare per le graminacee e composite primaverili, sino ad arrivare all’ambrosia estiva. Il problema reale è che tale calendario cambia costantemente come cambia il clima e, quindi, quest’anno si è anticipato. Il trend degli ultimi anni è molto chiaro anticipo dell’inizio e posticipo della fine, questo purtroppo vuol dire che le stagioni allergiche si stanno allungando di un bel po’ rispetto a una trentina di anni fa. Il 2016 però ha battuto tutti i record con un anticipo di oltre un mese sulla tabella di marcia del polline. I primi in classifica sono i cipressi, che hanno registrato già a metà Gennaio circa 107 pollini per metro cubo di aria al Nord e 214 al Centro. Ovviamente, questo rappresenta un problema di non trascurabile entità, specie se si parla di polisensibilizzazione. Su circa 100 persone allergiche, infatti, 80 lo sono a più di una pianta, complice, anche in questo caso, il cambiamento climatico, questo vuol dire che il periodo di travaglio non si circoscrive a uno specifico momento stagionale ma riguarda più periodi dell’anno che, come abbiamo visto, tendono ad allungarsi sempre di più.
 
Questo vuol dire che le persone polisensibili si trovano a combattere da Febbraio a Settembre, godendo solo di un piccolo periodo di tregua che dura pochi mesi che, purtroppo, col clima degli ultimi tempi rischia di assottigliarsi sempre di più. Cambiamenti climatici, ma non solo, in tema di allergie e problemi asmatici anche la qualità dell’aria gioca la sua importantissima parte, lo smog delle nostre città, infatti, non giova assolutamente alle persone allergiche. Un tema, questo, di notevole importanza tanto da essere portato al Cop21, la conferenza tenutasi sul clima di Parigi. 
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Caldo, inquinamento e aumento delle allergie