CAMPANIA: PIL ANCORA IN PICCHIATA

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Nel Rapporto viene evidenziato che “é previsto per il 2013 una consistente ripresa delle vendite solo dalle imprese con una elevata quota di fatturato esportato”

“In Campania tra il 2008 e il 2012 sono uscite dal mercato circa 8.400 imprese l’anno, con una crescente incidenza delle procedure fallimentari che coinvolgono per lo piú le aziende di maggiori dimensioni. Il peso sull’economia delle imprese cessate é stimabile in circa il 10%. Nella regione non mancano aree a forte specializzazione manufatturiera che grazie a strategie di internazionalizzazione hanno superato i livelli di attivitá pre-crisi. Nella restante parte del tessuto industriale campano i segnali di recupero appaiono invece deboli o del tutto assenti”. É il quadro che emerge dall’analisi sull’economia regionale stilato dalla sede di Napoli della Banca d’Italia. Nel Rapporto viene evidenziato che “é previsto per il 2013 una consistente ripresa delle vendite solo dalle imprese con una elevata quota di fatturato esportato”. Le esportazioni campane segnano nel I trimestre del 2013 un -1,9%, sebbene ad incidere negativamente sul dato é il settore degli autoveicoli (-34%) mentre si registrano aumenti nel settore dell’agroalimentare (9,3%), della moda ( 8,1%) e degli aeromobili (+ 33%). Dall’analisi viene rilevato che 1/3 delle aziende campane stanno facendo fronte alla crisi, mentre 2/3 hanno crescenti difficolta economiche. Per quanto riguarda il Pil regionale si registra tra il 2012 e il 2011 una diminuzione di 2,6 punti percentuali. Il calo degli investimenti é pari nello stesso periodo di 8,1 punti, mentre i consumi delle famiglie sono scesci del 4,7%. Tra il 2007 e il 2011 l’occupazione in Campania aveva mostrato il calo piú intenso e prolungato fra le regioni italiane. Nel 2012 il numero di occupati é tornato a crescere (+20mila)” ma “a ritmi lievi e insufficienti a ridurre l’ampio squilibrio tra domanda e offerta di lavoro”. Infatti il numero di disoccupati é aumentato nell’ultimo anno di 90mila unitá (dal 2007 al 2012 l’aumento é stato di 160mila unitá). Il settore piú colpito é quello delle costruzioni.

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