CENTOCINQUANTA ONG CONTRO IL GOVERNO INDIANO

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Un’ampia coalizione di Ong ha inviato una lettera aperta al Primo ministro indiano Narendra Modi esprimendo “profonda preoccupazione” per i provvedimenti restrittivi imposti alla società civile, che hanno creato una “atmosfera di coercizione e intimidazione da parte dello Stato”.

Greenpeace India è una delle 150 organizzazioni che ha firmato la lettera in cui si chiede al premier Modi di proteggere la libertà d’espressione e il diritto delle Ong a continuare a lavorare. Greenpeace India rischia la chiusura entro un mese dopo che il Ministero degli Interni ha congelato i suoi conti correnti nazionali. Sarebbe la prima volta che una sede nazionale di Greenpeace si troverebbe costretta a chiudere, e per di più in uno stato democratico.

La coalizione chiede al Primo ministro di rivedere tutte le restrizioni imposte alle Ong e di aprire subito un dialogo per dare risposta alle loro legittime preoccupazioni.

Come si legge nella lettera: “Primo ministro, questo clima coercitivo non si addice alla più grande democrazia del mondo, che aspira a essere un leader globale nella promozione della libertà e dei valori democratici […] In democrazia, un’atmosfera di ostilità verso gli attori della società civile, unite all’incertezza e all’insicurezza create nelle comunità in tutto il Paese, può costituire solamente un danno alla nostra società e al governo”.

Oggi Greenpeace India ha risposto anche alle accuse mosse dal Ministero degli Interni per bloccare i conti bancari nazionali dell’associazione. “Confidiamo che con quest’atto sarà ristabilita la nostra legittimità al di là di ogni dubbio”, ha dichiarato Samit Aich, direttore esecutivo di Greenpeace India.

I contributi nazionali, provenienti dalle donazioni di decine di migliaia di cittadini indiani, rappresentano il 70 per cento dei fondi dell’associazione, senza i quali Greenpeace India rischia l’imminente chiusura.

Greenpeace India è stata oggetto di una serie di restrizioni da parte del Ministero degli Interni, compreso il blocco dei fondi dall’estero, tutte annullate dall’Alta Corte di Delhi. L’associazione respinge tutte le accuse mosse dal Ministero degli Interni come infondate, un tentativo deliberato di mettere a tacere Greenpeace India.

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