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Circular Academy, nasce il primo corso di Alta Formazione in Economia Circolare

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Un’economia in grado di rigenerarsi da sola, nella quale scarti e rifiuti di qualcuno possano diventare fonte di energia per qualcun altro. Questa è la descrizione più semplice e calzante della Circular Economy, la cosiddetta Economia Circolare, la cui promozione e il cui utilizzo sono oggi fondamentali per la salvaguardia del nostro futuro.

Mettere in pratica processi produttivi che generino beni durevoli e a impatto zero, in contrasto con l’attuale economia lineare chiaramente divenuta insostenibile per il Pianeta. L’Economia Circolare rappresenta oggi una priorità che tanto le aziende quanto i cittadini hanno il il dovere di portare avanti e soprattutto mettere in pratica in nome del bene comune più prezioso: il pianeta Terra.

L’attuale modello di economia, oltre a generare beni poco durevoli, utilizza un quantitativo ingente di energia fossile e altre risorse non rinnovabili. Come riportato sempre più frequentemente dalle organizzazioni che si occupano di tutela ambientale e dagli organi di informazione, le industrie generano scarti difficilmente riutilizzabili e in grado di compromettere l’ecosistema terrestre.

Innescare il cambiamento grazie alla formazione

Il cambio di rotta necessario per invertire questo processo è ambizioso ma realizzabile. Per farlo sono necessarie però nuove figure professionali che possano guidare le aziende nel ridefinire i propri processi produttivi in ottica “circolare”, favorendo inoltre la consapevolezza della popolazione mondiale e promuovendo a livello generale uno stile di vita più sostenibile.

Ecco che dunque la notizia della nascita del primo corso di alta formazione in Circular Economy for Business, organizzato dalla Circular Academy, rappresenta un passo importante nello sviluppo dell’Economia Circolare e nella realizzazione del suo potenziale nella ridefinizione della produzione di beni su scala mondiale.

Un contributo fondamentale alla creazione del corso è stato apportato dal gruppo KME, industria leader in Europa nel settore dei lavorati in rame ma allo stesso tempo realtà attiva nella promozione dell’utilizzo di energie rinnovabili e nella salvaguardia ambientale. Tra le recenti azioni della KME ricordiamo l’evento informativo di due giorni promosso nel mese di aprile a proposito della mobilità sostenibile: al centro l’importanza di ripensare trasporti e spostamenti di imprese e cittadini in chiave elettrica.

La figura di Manes e il ruolo della KME, tra salvaguardia del pianeta e filantropia

KME è inoltre uno dei membri del Comitato Partecipanti di Fondazione Italia Sociale, l’ente italiano attivo dal 2017 per la promozione del Terzo Settore italiano attraverso la raccolta di fondi e il finanziamento di progetti innovativi in campo sociale, fortemente voluto dall’imprenditore e filantropo Vincenzo Manes.

L’interessante rete professionale e sociale creata da Vincenzo Manes amici e collaboratori, ha consentito la crescita delle realtà partecipanti alla Fondazione (Banca Mediolanum, Fondazione Etica, Università Luiss) che rendono sempre più concreta la possibilità di crescita del Terzo Settore ed un impatto senz’altro positivo per il futuro del Paese.

Il curriculum di Manes racconta una storia di impegno nella promozione dello sviluppo industriale e sociale, iniziato con il lavoro nel private equity e proseguito poi sia con realtà come Intek Group che con la promozione del Terzo Settore attraverso la Fondazione Dynamo.

Un impegno oggi condiviso non solo da KME, ma da un numero sempre maggiore di aziende, consapevoli che il benessere sociale e la tutela ambientale siano aspetti fondamentali dell’evoluzione di ogni settore produttivo, ma soprattutto che siano motori imprescindibili per raggiungere con successo salvaguardia del nostro pianeta.

 

Un’economia in grado di rigenerarsi da sola, nella quale scarti e rifiuti di qualcuno possano diventare fonte di energia per qualcun altro. Questa è la descrizione più semplice e calzante della Circular Economy, la cosiddetta Economia Circolare, la cui promozione e il cui utilizzo sono oggi fondamentali per la salvaguardia del nostro futuro.

 

Mettere in pratica processi produttivi che generino beni durevoli e a impatto zero, in contrasto con l’attuale economia lineare chiaramente divenuta insostenibile per il Pianeta. L’Economia Circolare rappresenta oggi una priorità che tanto le aziende quanto i cittadini hanno il il dovere di portare avanti e soprattutto mettere in pratica in nome del bene comune più prezioso: il pianeta Terra.

 

L’attuale modello di economia, oltre a generare beni poco durevoli, utilizza un quantitativo ingente di energia fossile e altre risorse non rinnovabili. Come riportato sempre più frequentemente dalle organizzazioni che si occupano di tutela ambientale e dagli organi di informazione, le industrie generano scarti difficilmente riutilizzabili e in grado di compromettere l’ecosistema terrestre.

 

Innescare il cambiamento grazie alla formazione

Il cambio di rotta necessario per invertire questo processo è ambizioso ma realizzabile. Per farlo sono necessarie però nuove figure professionali che possano guidare le aziende nel ridefinire i propri processi produttivi in ottica “circolare”, favorendo inoltre la consapevolezza della popolazione mondiale e promuovendo a livello generale uno stile di vita più sostenibile.

 

Ecco che dunque la notizia della nascita del primo corso di alta formazione in Circular Economy for Business, organizzato dalla Circular Academy, rappresenta un passo importante nello sviluppo dell’Economia Circolare e nella realizzazione del suo potenziale nella ridefinizione della produzione di beni su scala mondiale.

 

Un contributo fondamentale alla creazione del corso è stato apportato dal gruppo KME, industria leader in Europa nel settore dei lavorati in rame ma allo stesso tempo realtà attiva nella promozione dell’utilizzo di energie rinnovabili e nella salvaguardia ambientale. Tra le recenti azioni della KME ricordiamo l’evento informativo di due giorni promosso nel mese di aprile a proposito della mobilità sostenibile: al centro l’importanza di ripensare trasporti e spostamenti di imprese e cittadini in chiave elettrica.

 

La figura di Manes e il ruolo della KME, tra salvaguardia del pianeta e filantropia

KME è inoltre uno dei membri del Comitato Partecipanti di Fondazione Italia Sociale, l’ente italiano attivo dal 2017 per la promozione del Terzo Settore italiano attraverso la raccolta di fondi e il finanziamento di progetti innovativi in campo sociale, fortemente voluto dall’imprenditore e filantropo Vincenzo Manes.

 

L’interessante rete professionale e sociale creata da Vincenzo Manes amici e collaboratori, ha consentito la crescita delle realtà partecipanti alla Fondazione (Banca Mediolanum, Fondazione Etica, Università Luiss) che rendono sempre più concreta la possibilità di crescita del Terzo Settore ed un impatto senz’altro positivo per il futuro del Paese.

 

Il curriculum di Manes racconta una storia di impegno nella promozione dello sviluppo industriale e sociale, iniziato con il lavoro nel private equity e proseguito poi sia con realtà come Intek Group che con la promozione del Terzo Settore attraverso la Fondazione Dynamo.

 

Un impegno oggi condiviso non solo da KME, ma da un numero sempre maggiore di aziende, consapevoli che il benessere sociale e la tutela ambientale siano aspetti fondamentali dell’evoluzione di ogni settore produttivo, ma soprattutto che siano motori imprescindibili per raggiungere con successo salvaguardia del nostro pianeta.

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