COACHING E PSICOLOGIA

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Il linguaggio è l’essere umano, in quanto in esso è intrinseco il concetto di relazione e di comunicazione già presente  nell’ambiente fetale. L’uomo è il solo organismo che usa moduli di comunicazione verbale, non verbali, digitali e numerici. Da Humboldt a Vygotsky e Watzlawick, lo studio del linguaggio negli ultimi trent’anni ha assunto dimensioni gigantesche in ambito psicologico in quanto prodotto della mente e del corpo. Oggi più di prima, l’uso del linguaggio, in una  realtà che il sociologo Bauman definirebbe “liquida”, diviene lo strumento indispensabile per chi voglia muoversi nel mondo del lavoro e delle università con dinamicità e sicurezza. Per chi desidera migliorare le proprie competenze linguistiche nasce la figura del Coach, un professionista esperto nell’uso di un particolare metodo che viene definito coaching. Che cosa fa il coach?  Il coach è un “catalizzatore del cambiamento”.  Il suo intervento mira a promuovere e ad incanalare le risorse del suo cliente, ma anche di un gruppo o di un’organizzazione. Svolge più propriamente un’attività di sviluppo di competenze intrinseche all’individuo per il raggiungimento di obiettivi specifici. In questo senso, tale figura non assolve funzioni d’aiuto o di intervento terapeutico bensì opera per promuovere l’autosviluppo di capacità intrinseche dell’individuo senza sostituirsi ad esso. In merito al linguaggio, il Coach si propone di focalizzare gli obiettivi, declinandoli in una serie di scelte vantaggiose e creative  che permettono di individuare i punti di forza rafforzando quelli di debolezza. Infatti, il coach aiuterà il cliente a scoprire quali  gesti sono seduttivi in un particolare tipo di comunicazione e come attrarre l’attenzione, se l’interlocutore è sincero o se nasconde qualcosa.  E’ molto importante il linguaggio che si utilizza, e spesso non siamo consapevoli del suo valore e della sua influenza sugli altri. In ufficio, in azienda, le persone comunicano con il corpo e le parole nella necessità di essere ascoltati interpretando le risposte del suo interlocutore o del suo team.  La comunicazione persuasiva, in particolare quella in ambito pubblicitario, passa attraverso il linguaggio del corpo: la gestualità, i movimenti,costituiscono una fonte di attenzione, un messaggio che qualsivoglia venditore, imprenditore, commerciante, manager, intende rivolgere al suo interlocutore. Dunque, ogni processo comunicativo possiede due dimensioni distinte: da un lato il contenuto e dall’altro la relazione, ovvero quello che i parlanti lasciano intendere a livello verbale e più spesso non verbale. Come sappiamo, per comunicare non basta dunque trasmettere un contenuto ma è necessario anche una relazione tra gli individui che lo veicolano, “ogni atto comunicativo acquista senso solo all’interno di una relazione, di un contesto, di una storia”. Per una comunicazione di successo in ambito professionale, l’obiettivo che il Coach si propone nei confronti del cliente è che quest’ultimo acquisti maggiore consapevolezza del proprio linguaggio, focalizzando l’attenzione su quello non verbale, riuscendo ad interpretare il linguaggio dell’interlocutore migliorando le relazioni sia private sia professionali. L’obiettivo strategico è quello di aiutare il cliente a comprendere se l’interlocutore è interessato alla sua proposta facendo attenzione al non verbale. Oggi è fondamentale comunicare in modo efficace e persuasivo attraverso la programmazione neurolinguistica ( PNL). Un approccio alla comunicazione in grado di mettere insieme neurologia, linguaggio e comportamento. Questi tre elementi interconnessi creano percezioni, modificando i significati che le persone attribuiscono a  tali percezioni attraverso un lavoro psicoterapeutico, il soggetto può apportare cambiamenti nella struttura degli atteggiamenti e nei comportamenti. La PNL ha tra i suoi scopi quello di incentivare comportamenti efficaci o facilitanti diminuendo quelli limitanti nella relazione comunicativa.

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