Coldiretti: lo smog è spinto dai cambiamenti climatici

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A far scattare l’allarme smog in molte città è stata anche la caduta del 31% di pioggia in meno in Italia nel 2017 che si è classificato come l’anno più siccitoso dal 1800. E’ quanto afferma la Coldiretti in riferimento al rapporto Mal’aria 2018 di Legambiente alla vigilia del vertice sulla qualità dell’aria convocato a Bruxelles dal commissario all’ambiente Karmenu Vella con i 9 Paesi, tra cui l’Italia con il Ministro Gian Luca Galletti, che hanno infrazioni aperte per i livelli eccessivi di smog.

E la situazione  non migliora nel 2018 che ha fatto registrare un calo delle precipitazioni in Italia del 12% rispetto alla media storica nei primi venti giorni di gennaio quando secondo Greenpeace sono lievitati i livelli di inquinamento a Milano, Torino, Roma e Palermo dove si registra una drammatica siccità.

Di fronte all’evidente cambiamento del clima in atto non si può continuare a rincorrere le emergenze ma bisogna intervenire in modo strutturale favorendo nelle città la diffusione del verde pubblico e privato capace di catturare lo smog.

Le piante concorrono a combattere le polveri sottili e gli inquinanti gassosi ma in Italia ogni abitante dispone nelle città capoluogo di appena 31 metri quadrati di verde urbano ma la situazione peggiora per le metropoli con valori che vanno dai 22 di Torino ai 17,9 di Milano fino ai 13,6 di Napoli.

Per questo sono importanti le misure di defiscalizzazione degli interventi su giardini e terrazzi, anche condominiali, previsti per il 2018 nell’ultima manovra che introduce un bonus verde del 36%.

Una pianta adulta è capace di catturare dall’aria dai 100 ai 250 grammi di polveri sottili con un ettaro di piante elimina circa 20 chili di polveri e smog in un anno.
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