Come le discipline umanistiche hanno migliorato il mondo

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Presso l’Aula Marconi del Cnr, si svolgerà XI ‘Antonio Ruberti Lecture’. L’evento, a cura della Fondazione Antonio Ruberti e del Cnr, prevede la conferenza dal titolo ‘Le scienze dimenticate: come le discipline umanistiche hanno migliorato il mondo’. 

Sarà ospite il cattedratico dell’Università di Amsterdam Rens Bod e interverranno Massimo Inguscio, presidente del Consiglio nazionale delle ricerche e Gilberto Corbellini direttore del Dipartimento scienze umane e sociali, patrimonio culturale.

Un tempo culmine dello sviluppo intellettuale, le discipline umanistiche soffrono oggi di un immenso problema di immagine. Si dà per assodato che non contribuiscano alla crescita economica. Si insiste che non risolvono problemi concreti e che il loro valore si trova altrove. Tuttavia, uno sguardo documentato alla storia delle humanities mostra uno scenario piuttosto diverso.

Non solo le intuizioni umanistiche cambiano il mondo, ma lo migliorano. Le scoperte umanistiche hanno portato anche a rivoluzioni scientifiche o persino tecnologiche. Lo sviluppo della moderna programmazione ebbe inizio a partire dalla ricerca linguistica; questa applicazione inattesa dello studio del linguaggio viene raramente o mai menzionata nella storiografia della linguistica, mentre è ampiamente riconosciuta dalla storia della computer science.

Ignorare questi tipi di utilizzazioni delle humanities è sintomatico. Gli umanisti moderni spesso credono di spostarsi verso le scienze esatte quando usano un approccio empirico nello studio del testo, dell’arte, della musica o del passato. Sbagliano.

Rens Bod è ordinario in Informatica Umanistica presso l’Università di Amsterdam. Inoltre è direttore del Center for Digital Humanities e del Vossius Center for the History of Humanities and Sciences presso la stessa università. Precedentemente Professore Ordinario di Intelligenza Artificiale presso l’Università di Saint Andrews, Scozia. È fondatore della rivista History of Humanities. Tra i suoi lavori si possono indicare: Il suo lavoro piú recente è A World of Patterns: The History of Knowledge (2019). Tra i premi ricevuti si indicano il premio Vici (Paesi Bassi), un Advanced Research Fellowship (Regno Unito) e un NSF Grant (National Science Foundation, USA).

Fondazione Ruberti si propone di promuovere ricerche, studi, seminari al fine di accrescere le conoscenze in settori scientifici e tecnologici di frontiera. La Fondazione si prefigge inoltre di dar vita a iniziative per la diffusione della cultura tecnico-scientifica, affrontando anche i problemi generali dei rapporti tra scienza e società, dell’importanza strategica delle politiche della scienza e della tecnologia, del riconoscimento dell’inscindibile interdipendenza di scienze naturali e scienze umane.

Il 2 maggio andrà in libreria per i tipi dell'Editore Carocci la traduzione italiana del libro di r. Bod A New History of the Humanities (2013), con il titolo Le scienze dimenticate.

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