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Come l’UCK ha determinato la secessione del Kosovo dalla Serbia

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L’azione dell’UCK era incentrata per lo più su azioni di guerriglia basate sulla conoscenza del territorio da parte delle truppe paramilitari. L’UCK, più precisamente Ushtria Çlirimtare e Kosovës, ovvero l’esercito di liberazione del Kosovo, è venuto a formarsi intorno al 1993 in risposta alle politiche sempre più repressive del presidente della Repubblica di Serbia Slobodan Milošević, che aveva messo in atto un piano mirato a ridurre l’autonomia della regione e favorire l’egemonia dello stato serbo sulle altre etnie. Per cercare di reprimere gli insorti dell’Uck Milošević autorizzò una feroce campagna repressiva. Nel 1998 Milošević nel tentativo di trovare un accordo propose al Kosovo più autonomia, ma l’UCK rifiutò ogni ipotesi di accordo con Belgrado.

Questa situazione di stallo determinò l’intervento delle forze della NATO che, anche senza il voto dell’ONU sulla questione del Kosovo, nel marzo 1999 attaccarono la Iugoslavia, determinando a giugno dello stesso anno
il ritiro delle truppe serbe dal Kosovo. Belgrado si arrese accettando il piano di pace proposto dai paesi del G8. L’Uck è stato sostenuto dalle forze della NATO e, a tal proposito, è giusto puntualizzare come per il diritto internazionale gli stati esteri possano aiutare il governo legittimo, sia con vendita di armi che con invio di contingenti (in questo caso quello serbo), ma non gli insorti in ottemperanza del principio di non interferenza negli affari interni di uno Stato.

Al termine della guerra nel 1999 l’UCK fu dichiarato ufficialmente dissolto, in quanto il fenomeno degli insorti è un fenomeno costituzionalmente transitorio, destinati a essere sconfitti militarmente o ad avere successo e a creare uno Stato. Secondo il diritto internazionale della responsabilità codificato nel 2001, in caso gli insorti dovessero diventare il nuovo governo, in quel caso il nuovo governo sarebbe chiamato a rispondere di tutti i comportamenti illeciti commessi quando erano insorti. E’ infatti di recente stato istituito un tribunale internazionale per giudicare i crimini di guerra commessi dai combattenti dell’UCK contro la popolazione kosovara di etnia serba.

Il rovesciamento del governo legittimo da parte degli insorti può avere diverse finalità. Quella di sostituire il governo legittimo, di avere aspirazioni secessioniste, o di annettere una parte del territorio a un altro Stato, nel caso dell’Uck aveva finalità secessioniste, ovvero quella di staccare una parte del territorio e far nascere uno Stato indipendente. Nel 2008 il parlamento del Kosovo ha dichiarato unilateralmente l’indipendenza, ma solo nel 2015 è stato istituito un tribunale speciale con sede all’Aia per giudicare anche i crimini di guerra commessi dagli ex membri dell’UCK.

Lo scioglimento dell’UCK non portò a una effettiva demilitarizzazione, perché si andarono a costruire nuove organizzazioni armate. Gli ex leader dell’UCK fecero carriera politica attraverso il Partito Democratico del Kosovo. Agli insorti sono applicate le norme del diritto internazionale. Secondo la Convenzione di Ginevra del 1949 in caso di conflitto non internazionale, gli Stati devono comunque assicurare agli insorti i diritti fondamentali.

Perché l’UCK è considerato un gruppo di Insorti e non un Movimento di Liberazione Nazionale? I movimenti di liberazione nazionale rappresentano un popolo, mentre gli insorti possono lottare anche per ragioni politiche. I movimenti di liberazione nazionale combattono contro un governo centrale che li sottopone a dominio coloniale, e la Serbia non esercitava un dominio coloniale sul Kosovo. Secondo il diritto internazionale, il diritto all’indipendenza spetta solo ai popoli sotto il dominio coloniale.

In alcuni casi i movimenti di liberazione nazionale se usano la forza e controllano una parte del territorio possono essere allo stesso tempo anche un gruppo di insorti. E’ importante puntualizzare come i movimenti di liberazione nazionale possono lottare contro il dominio coloniale anche senza la lotta armata e il controllo effettivo del territorio.

Attualmente il Kosovo è riconosciuto da oltre 100 Stati.

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