Conclusa la missione Olimpo

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Dopo un viaggio di cinque giorni a circa 38 chilometri di quota, è atterrato stanotte nel Canada settentrionale il prezioso carico della missione Olimpo. Lanciata il 14 luglio dalle Isole Svalbard, la gondola con a bordo gli strumenti scientifici è stata sganciata dal pallone alle 3:58 del 19 luglio per permettere un atterraggio sulla terraferma, prima che iniziasse un lungo e incerto tragitto sul Mar Glaciale Artico.

Le simulazioni delle traiettorie indicavano infatti che difficilmente il pallone avrebbe percorso la prevista rotta circumpolare per tornare verso le Isole Svalbard, la Groenlandia o il Nord del Canada, a causa delle mutate condizioni dei venti stratosferici. Non si è quindi voluto correre il rischio di perdere il prezioso carico in mare. 

I dati ottenuti nelle prime ore di volo, quando lo strumento era in linea di vista, dimostrano che il sistema criogenico e i rivelatori di Olimpo hanno funzionato egregiamente e si attende ora il recupero degli strumenti e dei dati memorizzati a bordo per iniziare le analisi e ottenere i risultati scientifici.

Oltre allo studio delle osservazioni cosmologiche di Olimpo, si potranno esaminare i campioni incontaminati di polvere stratosferica riportati a terra da Duster, il piccolo strumento ospitato dalla gondola di Olimpo e realizzato dall’Università Parthenope di Napoli e dall’Istituto di Astrofisica e Planetologia Spaziali dell’INAF in collaborazione con ASI. “In alta stratosfera, 30-40 km da Terra, la componente refrattaria di origine extraterrestre è prevalente”, spiega Vincenzo Della Corte, PI di Duster, “e lo scopo più ambizioso del nostro strumento è avere accesso per la prima volta a campioni incontaminati di “microscopica” polvere extrasolare (100 volte più piccola della sezione di un capello) che nasconde segreti enormi legati ai meccanismi di formazione stellare e di sistemi planetari.”

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