Crisi: +28% import di prodotti fake

Stampa/PDF
Non solo latte, cagliate e polveri, dall'inizio della crisi ad oggi le importazioni di prodotti agroalimentari dall'estero sono aumentate in valore del 28 per cento. E' quanto emerge da una analisi relativa ai dati del commercio estero nei primi cinque mesi del 2015 della Coldiretti che ha annunciato che la mobilitazione degli agricoltori alle frontiere del Brennero si allarga dal latte alla carne fino all'ortofrutta e prosegue anche domani martedì 8 settembre 2015 dalle ore 8,00 con migliaia di agricoltori provenienti dalle diverse Regioni.

Secondo un'analisi di Coldiretti sono cresciuti del 12 per cento gli arrivi di carne di maiale spesso destinati a diventare prosciutti italiani, mentre le importazioni di cereali, pronti a diventare pasta e riso spacciati per Made in Italy hanno fatto registrare addirittura un vero e proprio boom (+59 per cento), con un +77 per cento per il grano e un +80 per cento per il riso. Netta pure - continua la Coldiretti - la crescita delle importazioni di frutta e verdura, +44 per cento, con un vero e proprio boom per il pomodoro fresco (+78 per cento), ma cresce anche quello concentrato (+72 per cento). Aumentano anche - continua la Coldiretti - gli arrivi di succo di frutta dall'estero, +29 per cento spesso venduti come italiani perchè sulle etichette non è obbligatorio indicare l'origine ma solo il luogo di confezionamento industriale.

Attualmente in Italia l'obbligo di indicare la provenienza è in vigore tra l'altro per carne bovina (dopo l'emergenza mucca pazza) e per il pollo (dopo l'emergenza aviaria), uova, miele, e extravergine di oliva, ma ancora molto resta da fare e l'etichetta è anonima per circa la metà della spesa dalla pasta ai succhi di frutta, dal latte a lunga conservazione ai formaggi, dai salumi fino al concentrato di pomodoro e ai sughi pronti.

"In un momento difficile per l'economia dobbiamo portare sul mercato – conclude il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo - il valore aggiunto della trasparenza e dare completa attuazione alle leggi nazionale e comunitaria che prevedono l'obbligo di indicare in etichetta l'origine degli alimenti. Ma è necessario che sia anche resa trasparente l'indicazione dei flussi commerciali con l'indicazione delle aziende che importano materie prime dall'estero.
Stampa/PDF
Crisi: +28% import di prodotti fake