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Didattica a distanza per le persone disabili: tra coronavirus e blocco delle lezioni

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La sospensione delle lezioni in tutte le scuole italiane di ogni ordine e grado fino al 3 Aprile ha colpito tutti gli studenti del Bel Paese. Tutti a casa e lezioni trovano spazio nel web con spiegazioni ed esercitazioni online. La didattica a distanza, però, non esclude le persone disabili che erano state salvaguardate da una proposta della Ministero dell’Istruzione. Purtroppo, la misura è stata bloccata.

La didattica a distanza

La sospensione delle lezioni in tutte le scuole di ogni ordine e grado (università incluse) ha messo a dura prova il mondo dell’istruzione italiana. Come salvaguardare il più possibile il diritto allo studio degli studenti italiani? Il ministero dell’istruzione, con a capo Lucia Azzolina, ha sin da subito messo in primo piano garantire lo svolgimento delle lezioni e il metodo utilizzato è quello della didattica a distanza.

Mano ai computer allora e via di lezioni ed esercitazioni svolte attraverso le varie piattaforme esistenti per svolgere questo tipo di attività. Purtroppo, non tutte le scuole e gli istituti italiani possono fornire ai propri studenti questi servizi quindi si stanno prendendo tutti i provvedimenti del caso. Non fanno eccezione le università italiane. Gli atenei dell’intero territorio italiano hanno optato per esami telematici e lezioni in videoconferenza per non perdere un mese di lezioni e lavori.

Didattica a distanza per le persone disabili: il problema coronavirus

Il ministero dell’istruzione, oltre ai problemi sopracitati, affronta un altro problema ovvero quello legato alla didattica a distanza per le persone disabili. La ministra Azzolina aveva sin da subito messo sul tavolo una proposta ovvero quella di garantire al 100% per tutte le persone disabili l’assistenza degli operatori a domicilio: “Garantiremo la continuità al rapporto con gli operatori, tutelando i lavoratori e sostenendo i nuclei familiari”.

Le proteste dei sindacati ed il retrofronte del governo

La proposta messa sul tavolo dal ministero dell’istruzione ha trovato un netto “No” da parte dei sindacati che sin da subito è stata respinta al mittente. Le maggiori sigle sindacali hanno, infatti, messo in evidenza come questa proposta sia in completa contrapposizione con le direttive del governo che vogliono limitare quanto più possibile le occasioni di contagio. Le proteste hanno dato i loro frutti visto che poi sarà lo stesso Campidoglio a bloccare la proposta della ministra Azzolina.

La protesta del comitato Aec

A opporsi alla scelta del ministro anche il comitato romano Aec, gruppo di lavoratori sostenuto dalle sigle sindacali Usb e Cobas. "Non ci presteremo, non ha nulla a che vedere con il nostro lavoro" ha spiegato Germano Monti, uno dei portavoce. "Non è stata presa in considerazione la questione della sicurezza e della sanificazione dei locali". Inoltre, è stata rinviata la manifestazione degli Aec in programma in piazza del Campidoglio.
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