Diossina quarant'anni dopo: quali insegnamenti

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Si terrà presso l’Auditorium del Centro Pastorale Ambrosiano di Seveso, il convegno “L’EVENTO DIOSSINA 40 ANNI DOPO: quali insegnamenti” mirato a fornire una lettura scientifica e sociale di ciò che il disastro dell’ICMESA di Seveso ha rappresentato in campo territoriale, nazionale ed internazionale. 

Il convegno, patrocinato da FNOMCeO – Federazione Nazionale Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri; dall’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della provincia di Monza e Brianza; dal Comune di Seveso; dalla FLA – Fondazione Lombardia per l’Ambiente e dalla BCC di Barlassina, si è posto l’obiettivo di illustrare i risultati degli importanti studi epidemiologici e tossicologici svolti nell’arco di questi quattro decenni sulla popolazione esposta e di approfondire i cambiamenti avvenuti nel corso di questi anni nel rapporto tra ambiente e salute, alla luce degli insegnamenti apportati da questa tragica vicenda nella gestione delle emergenze sanitarie, nella prevenzione tecnica dei grandi incidenti industriali, in termini di valutazioni epidemiologiche sulle popolazioni esposte e per quanto concerne le normative nazionali ed europee di prevenzione e sicurezza connesse a sostanze pericolose.

Durante il convegno, dopo i saluti istituzionali di Roberta Chersevani, Presidente FNOMCeO; Carlo Maria Teruzzi, Presidente OMCeO Monza e Brianza; Paolo Butti, Sindaco di Seveso e Matteo Fumagalli, Presidente Fondazione Lombardia per l’Ambiente, prenderà avvio la prima sessione titolata Le attuali conoscenze da indagini e studi sulla popolazione esposta a TCDD moderata da Carlo Maria Teruzzi, Presidente OMCeO Monza e Brianza e Franco Toffoletto, Unità Operativa Medicina del Lavoro – H. Desio. La sessione comprenderà i seguenti interventi: “Impatto dell’Evento e scelte effettuate” a cura di Paolo Mocarelli, già Direttore del Servizio Universitario Medicina di Laboratorio - H. Desio; “Studi epidemiologici di mortalità e di incidenza tumori” a cura di Pietro Alberto Bertazzi, Clinica del Lavoro - Università degli Studi di Milano; “Effetti della diossina sull’uomo” di Paolo Mocarelli e Paolo Brambilla, Docente di Biochimica Clinica Università Milano Bicocca e Direttore del Servizio Universitario Medicina di Laboratorio - H. Desio, “Art.5 Codice di Deontologia Medica Valutazione impatto sanitario (V.I.S.) – Esperienze attuali e prospettive future a cura di Raimondo Ibba - Presidente OMCeO Cagliari e Referente Comitato Centrale FNOMCeO per Ambiente, Salute e Sviluppo Economico; durante la sessione è previsto anche l’intervento di Sua Eminenza Cardinale Dionigi Tettamanzi, Arcivescovo Emerito della Diocesi di Milano, testimone partecipe all’epoca dei fatti.

Il convegno proseguirà nel pomeriggio con la sessione titolata Cosa è cambiato da allora nel rapporto tra ambiente e salute, moderata da Maria Teresa D'Agostino, Consigliere OMCeO Monza e Brianza e Responsabile Commissione Ambiente, Salute e Sviluppo Economico e Guido Feltrin, Unità Operativa Medicina del Lavoro - H. Desio. La sessione si aprirà con l’intervento “Le patologie croniche nella popolazione: dati dell’Agenzia Tutela della Salute delle Brianza” a cura di Luca Cavalieri D’Oro,

Servizio di Epidemiologia ATS della Brianza e proseguirà con i seguenti interventi: “Il ruolo dell’epigenoma negli effetti a lungo termine delle esposizioni ambientali” a cura di Ian Marc Bonapace, Docente di Patologia Generale e Oncologica Molecolare – Università dell’Insubria; “Medici Sentinella sulle malattie di origine ambientale a cura di Roberto Romizi, Presidente Associazione Medici per l’Ambiente – ISDE Italia e si concluderà con l’intervento “Direttiva Seveso 3: evoluzione delle norme europee e nazionali per la prevenzione negli stabilimenti industriali a rischio di incidente rilevante” a cura di Luca Zucchelli, Regione Lombardia, D.G. Ambiente, Energia e Sviluppo Sostenibile.

L’evento diossina 40 anni dopo: quali insegnamenti è stato inserito tra le manifestazioni per “Seveso +40. Memoria nel Presente” e mira a far conoscere sia l’importante compito svolto finora dai medici, sia il ruolo che essi continueranno a svolgere in futuro in difesa della salute e delle questioni ambiente correlate, nell’impegno ad informare in modo scientificamente corretto e aggiornato i cittadini e i pazienti.

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