Donne e concepimento, quali difficoltà

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Molte coppie pensano che si è fertili soltanto pochi giorni al mese, quasi come interruttore che si attiva al momento opportuno, non è così, questa è una mezza verità. L’età fertile inizia molto presto, quando si è adolescenti ed è da questo momento che bisognerebbe preservare questo dono e attivarsi per una condotta tale da permettere al complesso meccanismo riproduttivo di funzionare bene in età adulta. Non è un caso che molte delle malattie legate alla sfera riproduttiva abbiano alla base uno stile di vita sregolato.
L’Italia è il paese a livello europeo dove l’età della donna al primo parto è la più elevata (32 anni); le donne che, invece, consultano uno specialista in materia si aggirano intorno ai 36 anni. Considerando che l’età più fertile per una donna è fra i 20 e i 25 anni si può dedurre facilmente quanto il cambiamento sociale e culturale influisca notevolmente sulla coppia e le sue possibilità di concepire. Cambiamento sociale, che non sempre si accompagna a una adeguata informazione medica, poiché, se è pur vero che le coppie infertili sono in aumento, è altrettanto vero che le tecniche mediche attuali consentono in molti casi di arginare il problema attraverso i processi di Procreazione Medicalmente Assistita. Oltre alle innumerevoli tecniche terapeutiche a disposizione e, volendo tralasciare momentaneamente quelle coppie per cui il problema si risolve soltanto attraverso la psicoterapia,( si pensi a coppie che riescono a procreare dopo essere ricorsi allo psicologo o dopo aver adottato già un bambino), si deve tener presente che l’apparato riproduttore dell’uomo e della donna sono veramente molto delicati e come tali andrebbero trattati a cominciare da una sana condotta comportamentale.
Uno dei primi nemici della fertilità è il peso corporeo fuori forma, sia l’obesità che un peso eccessivamente inferiore alla norma sono responsabili di circa il 12% dei casi di infertilità. Nella donna un eccessivo aumento di peso, ad esempio, genera un notevole scompenso ormonale che, a sua volta, causa inevitabilmente l’alterazione dell’ovulazione sia per quanto riguarda la numerica dei cicli ovulatori, sia per quanto concerne la qualità dell’ovocita. Gli uomini in sovrappeso, invece, conteranno un minor numero di spermatozoi e molto più lenti della norma, sempre l’obesità, se associata a problemi come il diabete, può causare la disfunzione erettile. Anche l’eccessiva magrezza, specialmente nella donna, può generare alterazioni del ciclo influendo negativamente sull’apparato riproduttivo.
Altro acerrimo nemico della fertilità è il fumo, il 13% delle donne non fertili lo sono a causa del fumo, poiché questo danneggia le ovaie; nell’uomo, invece, può condizionare negativamente la produzione di spermatozoi e la loro qualità.
Ancora, malattie sessualmente trasmissibili, infezioni mal curate, come ad esempio la semplice chlamidya, possono rallentare e, addirittura ostacolare, il concepimento.
Molto importante in materia, questo per le donne, è il problema dell’endometriosi, un disturbo che attualmente condiziona circa 3 milioni di donne in Italia. E’ una malattia dovuta a una presenza non conforme dell’endometrio, la mucosa che riveste internamente l’utero, al di fuori dello stesso. Disturbo, responsabile di circa il 30 – 35% dei casi di infertilità.
Ultimo, ma non ultimo, il fattore stress. Questo è uno dei problemi che maggiormente intaccano la sfera riproduttiva poiché legato direttamente alla sfera psicologica del “paziente”, molte volte si va in ansia per i numerosi tentativi non andati a buon fine o per l’età che avanza, insomma tutta una serie di fattori che con l’apparato riproduttivo poco hanno a che fare. Sarebbe il caso, effettuate le opportune verifiche mediche, di rilassarsi.
  
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