Donne e imprenditoria: #SheMeansBusiness

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Si tratta di un progetto sociale che viene dai social. Il programma, già attivo in Asia, America Latina, Regno Unito e Medio Oriente, attraverso una serie di eventi, ha formato circa ottomila imprenditrici e cinquantamila donne.

L’imprenditoria femminile in Italia è ancora tutta da scoprire, lo confermano i dati elaborati da Facebook. Solo il 20% delle aziende italiane sostiene di avere nel suo organico un numero equilibrato di donne e uomini. Le posizioni di spicco, però, restano sempre a favore del sesso maschile, quantomeno nel 52% delle aziende Made in Italy. Dati, che non rispecchiano le qualità imprenditoriali effettive del gentil sesso. Si consideri che negli anni della grande crisi le donne imprenditrici hanno dato prova della loro competenza. In questo periodo l’export ha rappresentato la chiave di volta per moltissime aziende, nel 2016 è cresciuto ancora da 473 a 500 miliardi di euro e, udite udite, chi ha prodotta gran parte delle entrate? Le donne! Nel 41% dei casi le donne imprenditrici portano a casa almeno il 25% grazie all’esportazione del Made in Italy contro il 31% dei casi che riguardano gli uomini. Percentuale importante che, però, non favorisce la scalata femminile.
 
Così, il più amato dei social network ha deciso di sensibilizzare i suoi quasi due miliardi di utenti sul tema accingendosi a lanciare anche in Italia il progetto #SheMeansBusiness.
 
Il progetto, sarà presentato in Italia il prossimo Settembre e avrà come obiettivo favorire l’imprenditoria femminile, aiutando le donne ad avviare una propria attività, presidiando internet e la rete dei social network. Il disegno di Facebook racconta le esperienze delle donne imprenditrici che hanno avviato e portano avanti la propria attività, le difficolta quotidiane e fornisce i consigli per gestire l’azienda.
 
Stando sempre ai dati Facebook aprire un’azienda sarebbe l’aspettativa di circa il 44% delle donne, trasformando, magari in lavoro un’attività che caratterizza il proprio tempo libero. Sheryl Sandberg, direttore operativo (COO) di Facebook in uno dei suoi post ha scritto “Dobbiamo ricordarci che c’è ancora molto da fare per raggiungere la vera uguaglianza. Vogliamo conoscere le donne che sono d’ispirazione per voi, perché è molto probabile che diventino un’ispirazione anche per noi” prima di lanciare una diretta durata 24 ore in cui moltissime imprenditrici da ogni parte del mondo hanno detto la loro.
 
La Sandberg si impegna nella valorizzazione del sesso femminile da un bel po’ di tempo e nel 2013 ha lanciato il libro Facciamoci avanti – Le donne, il lavoro e la voglia di riuscire.
 
Facebook si occuperà di formare lo staff della Fondazione Mondo Digitale che, a sua volta, formerà circa 3500 donne di tutta Italia a partire da Settembre 2017 sino a metà del 2018.
 
Le lezioni si occuperanno di spiegare l’attività pubblicitaria in rete, si affronteranno le aree relative all’evoluzione delle capacità di relazione e, non ultime, le tecniche di utilizzo dei social in attività imprenditoriali.
 
Come sostiene Mauro Meanti, General Manager di Avanade Italy e Vice Presidente in Valore D in una intervista a Io Donna: le donne non producono né più né meno degli uomini ma è importante sostenere la diversità e gruppi di lavoro che la valorizzino.
 
Sembra averlo capito Avanade Italia, una società di consulenza tecnologica in cui la percentuale di donne con posizioni di vertice e responsabilità di funzione supera il 31%. L’azienda, insieme a Fondazione Donna a Milano Onlus ha sviluppato un’app per smartphone, Stalking Buster, a favore delle donne che hanno necessità di aiuto in situazioni di rischio.
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