Emissioni CO2 per autovetture e furgoni: nuove norme europee

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L'UE adotta misure per ridurre le emissioni di CO2 di autovetture e furgoni. Le norme rivedute conterranno disposizioni più rigorose sulle emissioni di CO2 per le autovetture e i veicoli commerciali leggeri nuovi. Oggi gli Stati membri hanno approvato l'accordo provvisorio raggiunto il 17 dicembre dai rappresentanti della presidenza e del Parlamento.

In base alle nuove norme, dal 2030 le nuove auto genereranno emissioni di CO2 inferiori, in media, del 37,5% rispetto ai livelli del 2021. Tra il 2025 e il 2029 autovetture e furgoni dovranno generare emissioni di CO2 inferiori del 15%. Le emissioni di CO2 dei nuovi furgoni dovranno essere ridotte in media, a partire dal 2030, del 31% rispetto al 2021. "L'accordo di oggi fissa obiettivi molto più rigorosi in materia di emissioni per auto e furgoni, promuovendo l'adozione di auto elettriche e ibride. È un importante passo avanti verso il raggiungimento dei nostri obiettivi climatici. Avremo auto più pulite sulle nostre strade, e stiamo inoltre rafforzando le procedura di prova per evitare il ripetersi di falsificazioni dei dati sulle emissioni" ha dichiarato Graţiela Leocadia Gavrilescu, vice prima ministra e ministra dell'ambiente della Romania.

Emissioni CO2: gli elementi dell'accordo
Le emissioni medie di CO2 delle autovetture nuove immatricolate nell'UE dovranno essere ridotte, rispetto ai limiti di emissione validi nel 2021, del 15% nel 2025 e del 37,5% nel 2030. Le emissioni di CO2 dei nuovi furgoni dovranno essere ridotte del 15% nel 2025 e del 31% nel 2030. Si tratta di obiettivi per l'intero parco veicoli dell'UE. L'impegno di riduzione delle emissioni sarà distribuito tra i costruttori sulla base della massa media del loro parco automobilistico.

Una clausola di riesame prevede un eventuale riesame degli obiettivi per il 2030 e l'introduzione di obiettivi di riduzione vincolanti per il 2035 e dal 2040 in poi.

Il Parlamento e il Consiglio hanno approvato un meccanismo per stimolare la vendita di veicoli a basse e a zero emissioni, come le auto completamente elettriche e i veicoli ibridi ricaricabili, sulla base dell'approccio suggerito dalla Commissione nella proposta iniziale. I costruttori che rispettano determinati livelli di riferimento saranno ricompensati con obiettivi per le emissioni di CO2 meno severi. I livelli di riferimento per il 2025 saranno fissati al 15% per auto e furgoni e, per il 2030, al 35% per le auto e al 30% per i furgoni.

Emissioni CO2: gli incentivi per le auto
Sono stati mantenuti, con alcuni adeguamenti, i due incentivi specifici per le autovetture a basse e a zero emissioni concordati nell'orientamento generale del Consiglio:

  • per la ponderazione più favorevole dei veicoli a basse emissioni è stato concordato un fattore pari a 0,7;
  • per incentivare i costruttori a vendere auto a basse e a zero emissioni nei mercati caratterizzati da una bassa penetrazione di tali veicoli, è stato concordato un moltiplicatore pari a 1,85. Sono stati mantenuti i criteri di ammissibilità di una quota di mercato dei veicoli a basse e a zero emissioni sotto il 60% della media UE, ma con il 2017 come anno di riferimento. È stato introdotto un secondo criterio di ammissibilità: una soglia di al massimo 1000 veicoli di recente immatricolazione nel 2017 nello Stato membro interessato. Infine, ai fini del regime si applicherà un massimale del 5% in modo che, se la quota di veicoli a basse e a zero emissioni in uno Stato membro supera il 5% delle auto di recente immatricolazione, l'incentivo non si applicherà più alle vendite in tale Stato membro.

Per quanto concerne i furgoni il Parlamento e il Consiglio hanno convenuto di lasciare invariata la proposta della Commissione.

La deroga di nicchia agli obiettivi per i costruttori di veicoli che vendono relativamente pochi veicoli in Europa sarà mantenuta fino al 2028.

Si terrà conto degli effetti della transizione del settore automobilistico, in particolare sull'occupazione, mediante una disposizione per una transizione giusta ed equa sotto il profilo sociale. La Commissione valuterà la possibilità di assegnare i proventi derivanti dalle indennità per emissioni in eccesso a un fondo apposito o a programmi pertinenti con lo scopo di garantire una transizione giusta e, nel caso, presenterà una proposta legislativa entro il 2027.

Emissioni CO2: scoraggiare le falsificazioni
Il Parlamento e il Consiglio hanno concordato nuove norme che mirano a garantire l'affidabilità e la rappresentatività delle comunicazioni di dati sulle emissioni e a scoraggiare le falsificazioni.

Sono state in primo luogo concordate norme più severe per la transizione dalla vecchia procedura di prova NEDC alla più accurata procedura WLTP come base per il calcolo degli obiettivi specifici in materia di emissioni per i costruttori.

Inoltre, sarà dedicata maggiore attenzione al controllo delle "emissioni reali di guida". La Commissione monitorerà la rappresentatività reale dei valori delle emissioni di CO2 sulla base dei dati registrati dai misuratori del consumo di carburante installati sulle auto e sui furgoni nuovi. Per prevenire un ampliamento del divario delle emissioni, la Commissione valuterà la possibilità di mettere a punto un meccanismo per l'adeguamento degli obiettivi specifici per i costruttori al 2030 e, nel caso, presenterà una proposta legislativa a tale scopo. Inoltre la Commissione, nel quadro del riesame del 2023, valuterà la possibilità di sviluppare procedure di prova delle emissioni reali.

Emissioni CO2: migliorare le prestazioni di auto e furgoni
Infine sono previste disposizioni specifiche sulle prove di conformità in servizio e sull'individuazione di strategie per migliorare artificialmente le prestazioni delle emissioni di auto e furgoni.

Inoltre la Commissione valuterà la possibilità di sviluppare una metodologia comune dell'UE per la valutazione e la comunicazione delle emissioni durante il ciclo di vita (analisi del ciclo di vita) dei veicoli e, nel caso, elaborerà misure di follow-up tra cui proposte legislative.

Per quanto riguarda l'etichettatura delle autovetture, la Commissione dovrà rivedere entro il 2020 la direttiva 1999/94/CE al fine di migliorare le informazioni ai consumatori, anche valutando la possibilità di introdurre un'etichetta sul risparmio di carburante e sulle emissioni di CO2 per i furgoni.

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