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Erasmus: per quali Facoltà funziona davvero?

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Molti studenti italiani approfittano dell’opportunità di intraprendere l’ERASMUS, acronimo di “EuRopean Community Action Scheme for the Mobility of University Students”, un programma di mobilità studentesca dell'Unione europea. Un’esperienza unica, che permette allo studente di approcciarsi con una realtà accademica estera, implementando la conoscenza di una lingua attraverso l’incontro con nuove persone.

Oltre a regalare ai più giovani un’esperienza personale da non dimenticare, il progetto Erasmus dona ai ragazzi maggiore opportunità di trovare un impiego una volta tornati in Italia. Come possiamo appurare da un’analisi de Il Sole 24 Ore, infatti, il tasso di disoccupazione a lungo termine degli ex allievi Erasmus si ferma al 2%, equivalente alla metà esatta di quello registrato fra gli studenti che non hanno partecipato al programma (4%).

Ma chi è lo studente Erasmus per eccellenza? L’INDIRE, l’Istituto nazionale di documentazione, innovazione e ricerca educativa, nel 2017 ha stilato un profilo indicativo dello studente che sceglie l’Europa come destinazione: “Ha un’età media di 23 anni, che diventano 25 per un tirocinante. Nel 59% dei casi è una studentessa, valore che sale al 63% quando lo scopo della mobilità è uno stage in azienda. Spagna, Francia, Germania, Regno Unito e Portogallo sono i Paesi con i quali si effettuano più scambi per studio, con una permanenza media di 6 mesi; gli studenti privilegiano, nell’ordine, Spagna, Regno Unito, Germania e Francia per i tirocini che in media durano 3 mesi”

Giovani italiani, quindi, che consapevolmente decidono di trascorrere un momento importante della loro vita da studenti in un altro Paese, e non soltanto dal punto di vista formativo: andare a vivere da soli, per di più in un contesto straniero, ci rende senz’altro più indipendenti, e ci offre un assaggio di come sarà la vita una volta concluso il periodo di studio.

Crescita accademica, personale, professionale

Il programma Erasmus è, ovviamente, disponibile per qualsiasi facoltà e in qualsiasi Università, anche quelle telematiche come Unicusano. A seconda del proprio percorso di studi, il periodo all’estero può costituire davvero un’occasione unica, soprattutto per chi ha deciso di intraprendere una strada specifica come quella giuridica o nelle relazioni internazionali.  Per gli studenti che hanno optato per un indirizzo internazionalistico, ad esempio, la possibilità di approfondire il sistema giuridico di un altro paese è sicuramente un’esperienza determinante per la propria formazione, un’opportunità che aiuta in maniera cospicua la ricerca di lavoro per laureati in giurisprudenza.

Per chi desidera, quindi, intraprendere una carriera in discipline tecniche, giuridiche o economiche, l’Erasmus si rivela essere una grande opportunità: come dimostrano i numeri della Commissione Europea, la quota di partecipanti al programma in posizioni di management è pari al 64%, contro il 55% di media. Per gli studenti “mobili”, la cosiddetta “Generazione Erasmus”, il mondo professionale si apre più facilmente grazie alle diverse attitudini che gli studenti sviluppano durante il periodo all’estero.

In primis l’apertura mentale, caratteristica molto importante per le grandi aziende, seguita dall’ottima conoscenza di una lingua straniera che, per fare carriera, è una qualità fondamentale. Ecco perché un’esperienza formativa all’estero è uno degli elementi decisivi per la costruzione di un buon Curriculum Vitae e di uno spirito cosmopolita, aspetti che molte realtà lavorative notano alla prima analisi.

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