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ERGASTOLO PER GLI ASSASSINI DELLA GIORNALISTA ANNA POLITKOVSKAIA

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L'imputato killer della giornalista Anna Politkovskaia Rustam Makhmudov e colui che era imputato di essere l'organizzatore Lom-Ali Gaitukayev, zio del primo, sono stati entrambi riconosciuti colpevoli e condannati all'ergastolo dal Tribunale di Mosca.Per tuttigli altri imputati sono state comminate pene minori, da 12 ai 14 anni, tutti da scontare in una colonia penale di massima sicurezza.Dunque, alla fine, è stata accettata dalla corte la tesi secondo la quale la giornalista della Novaya Gazeta, che aveva condotto inchieste sulla corruzione e sulle violazioni dei diritti umani da parte dello stato in Russia e Cecenia, è stata uccisa nel 2006, a soli 48 anni, da un commando che la seguì fin sotto casa sua a Mosca. A premere il grilletto,quindi, fu Rustam Makhmudov su mandato di Gaitukayev. Secondo quanto appurato dal tribunale, l'ex funzionario della polizia russa Serghei Khadzhikurbanov è, poi, l'altra mente dell'omicidio. L'uccisione di Anna Politkovskaia aveva scosso molto tutti gli ambiti internazionale perché furono in molti a lanciare il dubbio che dietro quella morte potessero esserci alcuni figuri legati direttamente al Cremlino. All'inizio le indagini batterono, invece, la pista cecena che poi ha portato al processo odierno. Una verità giudiziaria è stata certamente raggiunta sugli esecutori, ma restano molte ombra enorme sui mandanti e pochi credono che i ceceni fossero quelli che volevano uccidere realmente la giornalista. Questo che si è concluso è il terzo processo per la morte della compianta giornalista.
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