FIAT: PER MARCHIONNE POMIGLIANO E' UN DISCORSO CHIUSO

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"C'è un accordo già firmato con gli altri sindacati, tranne la FIOM.  Abbiamo già cominciato ad investire e la macchina partirà l'anno prossimo"  La realtà e che, per ora, di sicuro per gli operai c'è solo il licenziamento... poi si vedrà

Detta così semberebbe la notizia che tutti a Pomigliano aspettavano da mesi: finalmente una rassicurazione. Sergio Marchionne è però manager dalle mille risorse e mille sfaccettature, infatti, ha poi aggiunto che sull'assunzione nella nuova newco di tutti e 4.800 lavoratori dello stabilimento di Pomigliano, "la risposta non so come darla, perché solo i volumi di produzione della Panda che stiamo trasferendo a Pomigliano sono sufficienti ad assorbire il numero degli organici di quello stabilimento. Se saranno quelli o meno è una decisione che devono prendere i dipendenti di Pomigliano". Se ne deduce che, per ora, di sicuro c'è solo il licenziamento... poi si vedrà. Questo è il risultato palese dell'accordo firmato dall'azienda con tutti i sindacati eccetto la FIOM, e sottoposto poi a referendum in fabbrica. La nuova alba delle relazioni sindacali regala agli operai un bel licenziamento, poi se serviranno (e se hanno dato consenso all'accordo) saranno riassunti - per carità divina- altrimenti tutti a casa. Del resto il buon Marchionne, anche in TV da Fazio, non ha mai nascosto che, stando alla globalizzazione attuale, le fabbriche in Italia è meglio chiuderle che aprirle. Peccato che solo qualche anno fa la stessa FIAT, sull'orlo del fallimento, ingoiava soldi pubblici e prebende del welfare (CIG; deroghe ai contratti, part time) di Stato come mai nessuno al mondo; ma si sa la storia è fatta per essere studiata e uno come Marchionne non può proprio perdere il suo tempo in queste bazzecole. Il profitto attende ... i mercati anche. 

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