Finanza verde: la posizione del Consiglio

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Il Consiglio Europeo sta adottando misure tese a incoraggiare le imprese finanziarie a essere maggiormente consapevoli dell'impatto ambientale dei loro investimenti.

Finanza verde e cambiamenti climatici
Gli ambasciatori presso l'UE hanno approvato oggi la posizione del Consiglio su due proposte tese a rendere la finanza più verde e più conforme agli obiettivi dell'accordo di Parigi sui cambiamenti climatici:

  • una proposta che introduce obblighi di informativa in merito alle modalità con cui le imprese finanziarie integrano i fattori ambientali, sociali e di governance nelle decisioni di investimento
  • una proposta tesa a creare una nuova categoria di indici di riferimento finanziari al fine di dare maggiori informazioni sull'impronta di carbonio di un portafoglio di investimento. "L'UE si impegna a fondo a conseguire gli obiettivi stabiliti nell'accordo di Parigi. Per ridurre le emissioni dei gas serra servono investimenti. È fondamentale che i mercati dei capitali paghino la loro parte incanalando i finanziamenti verso progetti e imprese che contribuiscono a rendere più sostenibile la nostra economia" afferma Hartwig Löger, ministro delle finanze dell'Austria, paese che attualmente esercita la presidenza del Consiglio.

Finanza verde: obblighi degli investitori e informativa
Gli investitori istituzionali, quali i gestori degli attivi, i fondi pensione e le imprese di assicurazione, ricevono un mandato dai loro clienti e beneficiari affinché prendano decisioni di investimento per loro conto.

Anche se tali imprese devono rispettare rigorosi requisiti giuridici per garantire di agire nel miglior interesse dei propri clienti, non sono ancora state definite norme in materia di obblighi e informativa relativamente all'impatto ambientale e sociale delle loro decisioni di investimento.

Il progetto di testo propone un approccio armonizzato dell'UE all'integrazione dei rischi per la sostenibilità e delle opportunità nelle procedure degli investitori istituzionali.

Impone loro di comunicare:

  • le procedure che hanno posto in essere per integrare i rischi ambientali e sociali nel loro processo di investimento e di consulenza
  • in che misura tali rischi potrebbero avere un impatto sulla redditività dell'investimento
  • nel caso in cui gli investitori istituzionali sostengano di perseguire una strategia di investimento "verde", informazioni sulle modalità di attuazione di tale strategia e sulla sostenibilità o l'impatto climatico dei loro prodotti e portafogli

La proposta di regolamento dovrebbe in pratica limitare il cosiddetto "greenwashing", cioè il rischio che prodotti e servizi commercializzati quali sostenibili o rispettosi del clima non soddisfino in realtà gli obiettivi in materia di sostenibilità/clima che dichiarano di perseguire.

Finanza verde: gli indici di riferimento di basse emissioni di carbonio
Sempre più investitori cercano di garantire che i propri investimenti abbiano un impatto positivo sull'ambiente. Per farlo adottano decisioni di investimento sulla base dell'impronta di carbonio generata dai progetti o dagli attivi che prendono in considerazione, ricorrendo a indici che paragonano o misurano la performance dei portafogli di investimento. Tuttavia al momento esiste una vasta gamma di indici di questo tipo, che hanno differenti obiettivi e gradi di qualità e integrità.

Il Consiglio sostiene pertanto la proposta della Commissione di mettere a disposizione uno strumento affidabile per perseguire strategie di investimento a basse emissioni di carbonio stabilendo una nuova categoria che comprenda due tipi di indici di riferimento finanziari:

  • indici di riferimento di basse emissioni di carbonio, tesi a ridurre l'impronta di carbonio di un portafoglio di investimento standard
  • indici di riferimento di impatto positivo in termini di carbonio, che, più ambiziosamente, puntano a selezionare solo i componenti che contribuiscono al raggiungimento dell'obiettivo dei 2 ºC stabilito nell'accordo di Parigi sui cambiamenti climatici

Il Parlamento ha votato la sua posizione sull'informativa il 9 novembre e quella sugli indici di riferimento di basse emissioni di carbonio il 13 dicembre. I negoziati tra il Consiglio e il Parlamento sono quindi pronti a cominciare.

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