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Fiscalità: il Consiglio Europeo rivede la lista UE delle giurisdizioni non cooperative

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Il Consiglio Europeo ha adottato le conclusioni rivedute sulla lista UE delle giurisdizioni non cooperative a fini fiscali.

Oltre alle 8 giurisdizioni già incluse, l'UE ha deciso di inserire nella lista delle giurisdizioni non cooperative a fini fiscali anche le seguenti:

  • Isole Cayman
  • Palau
  • Panama
  • Seychelles

Queste giurisdizioni non hanno attuato, entro il termine stabilito, gli impegni assunti in materia di riforme fiscali.

16 giurisdizioni (Antigua e Barbuda, Armenia, Bahamas, Barbados, Belize, Bermuda, Isole Vergini britanniche, Capo Verde, Isole Cook, Curaçao, Isole Marshall, Montenegro, Nauru, Niue, Saint Kitts e Nevis, Vietnam) sono riuscite ad attuare tutte le riforme necessarie per conformarsi ai principi di buona governance fiscale dell'UE prima del termine fissato e sono quindi rimosse dall'allegato II.

"Il lavoro sulla lista delle giurisdizioni non cooperative a fini fiscali si basa su un processo approfondito di valutazione, monitoraggio e dialogo con circa 70 giurisdizioni di paesi terzi. Da quando abbiamo avviato questo esercizio, 49 paesi hanno attuato le riforme fiscali necessarie per conformarsi ai criteri dell'UE. È un successo innegabile e, al tempo stesso, un work in progress, un processo dinamico che vede un riesame costante dei nostri metodi e criteri", ha dichiarato Zdravko Marić, vice primo ministro e ministro delle Finanze della Croazia.

La lista delle giurisdizioni non cooperative a fini fiscali, che fa parte della strategia esterna dell'UE in materia di imposizione definita dal Consiglio, ha lo scopo di contribuire agli sforzi messi in atto per promuovere la buona governance in materia fiscale a livello mondiale.

Creata nel dicembre 2017, la lista si basa su un processo continuo e dinamico di:

  • formulazione di criteri in linea con le norme fiscali internazionali
  • vaglio dei paesi a fronte di tali criteri
  • dialogo con i paesi non conformi
  • inserimento e cancellazione dalla lista dei paesi in funzione degli impegni assunti o delle iniziative adottate per conformarsi
  • monitoraggio degli sviluppi per garantire che le giurisdizioni non facciano marcia indietro sulle riforme già avviate

La lista contempla le giurisdizioni che non hanno partecipato a un dialogo costruttivo con l'UE in materia di governance fiscale o non hanno rispettato i propri impegni volti ad attuare le riforme per conformarsi ai criteri dell'UE nei tempi previsti.

Le giurisdizioni non ancora conformi a tutte le norme fiscali internazionali ma che si sono impegnate ad avviare riforme sono considerate cooperative e figurano in un documento sullo stato di avanzamento (allegato II). Il gruppo "Codice di condotta (Tassazione delle imprese)" del Consiglio verifica che le giurisdizioni attuino le riforme necessarie entro i termini stabiliti. Una giurisdizione è rimossa dall'allegato II allorché soddisfa tutti i suoi impegni.

La maggior parte degli impegni assunti dalle giurisdizioni di paesi terzi aveva come termine la fine del 2019 e la loro attuazione nell'ordinamento nazionale è stata attentamente monitorata a livello tecnico dal gruppo "Codice di condotta (Tassazione delle imprese)" fino all'inizio di quest'anno. Il Consiglio ha adottato la lista UE riveduta delle giurisdizioni non cooperative risultante da questo esercizio e ha approvato uno stato di avanzamento aggiornato in relazione agli impegni in sospeso.

Il Consiglio continuerà, nei prossimi anni, a riesaminare e ad aggiornare periodicamente la lista, tenendo conto dell'evoluzione dei termini per le giurisdizioni che rispettano gli impegni e dei criteri di inserimento utilizzati dall'UE per redigere la lista.

Parallelamente, per quanto riguarda le misure "di difesa" in relazione alle giurisdizioni figuranti nella lista, nel dicembre 2019 il Consiglio ha elaborato orientamenti sull'ulteriore coordinamento delle misure di difesa nazionali nel settore fiscale nei confronti delle giurisdizioni non cooperative. Ha invitato tutti gli Stati membri ad applicare, a partire dal 1° gennaio 2021, una misura di difesa legislativa nel settore fiscale nei confronti delle giurisdizioni presenti nella lista, al fine di incoraggiare tali giurisdizioni a rispettare i criteri di vaglio del gruppo "Codice di condotta" in materia di equa imposizione e trasparenza.
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