Galileo, segnale blindato

Stampa/PDF

Un team di ricercatori dell’Università di Leuven, in Belgio, ha progettato un sistema in grado di autenticare il segnale proveniente dal sistema di navigazione satellitare europeo Galileo in modo da renderne difficile la falsificazione.

Il metodo, messo a punto da Vincent Rijmen e dal suo team,  prevede la presenza di una firma elettronica simile alla procedura utilizzata per l’online banking. I sistemi di navigazione si servono dei satelliti per inviare segnali utili alla localizzazione e la distanza da quattro o più satelliti rende possibile l’individuazione della posizione geo-spaziale.

Questo processo può essere interrotto dall’intervento di un hacker che invia il proprio segnale a copertura di quello reale: in questo modo - dato che i segnali autentici sono criptati -   la posizione rilevata dal sistema di navigazione non sarà più corretta.

Per risolvere questo problema ci siamo serviti del metodo TESLA per le firme elettroniche – spiega Rijmen – queste firme rientrano in 100 bit, scadono in fretta ma non costituiscono uno svantaggio per la navigazione satellitare dato che la posizione viene autenticata più o meno  ogni 30 secondi”. Il metodo di Rijmen deve ancora essere sottoposto a procedure di test e validazione prima di essere messo a disposizione del pubblico. I ricercatori ritengono che il servizio di autenticazione potrebbe essere utilizzato già a partire dal 2018 per  arrivare alla completa operatività nel 2020. Per utilizzarlo bisognerà dotarsi di uno speciale ricevitore, ancora in fase di sviluppo, che sarà in grado di verificare l’attendibilità delle firme elettroniche.

Stampa/PDF
Galileo, segnale blindato