Teatro Sannazaro - Il teatro di Napoli

Geometrie e Lirismi intorno al 1930

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Con la mostra d'autunno dedicata all'astrattismo europeo ritorna il consueto appuntamento con L'arte in una stanza, il ciclo di esposizioni d'arte ideato e organizzato dalla Fondazione Pasquinelli di Corso Magenta, che offre al pubblico piccole e curatissime mostre con opere della collezione privata Antognini.

Geometrie e Lirismi intorno al 1930, a cura di Antonello Negri, raccoglierà in una stanza quattro nomi fondamentali del panorama artistico del Novecento. Un'occasione preziosa di vedere sotto lo stesso tetto Kandinsky, Klee, Mirò e Prampolini, maestri della pittura che hanno condiviso l'esperienza dell'astrattismo, anche di persona come Kandinsky e Klee, che abitarono sotto lo stesso tetto durante la loro docenza al Bauhaus.

Sono ormai due anni che i milanesi scoprono volta per volta i capolavori privati della collezione Antognini, che la presidente della Fondazione Pasquinelli ha deciso di offrire al pubblico in un percorso attraverso autori sempre nuovi. 


Da Boccioni, a Carrà, da Modigliani a Balla, passando per Rousseau, Picasso e Magritte: come a voler racchiudere gran parte del panorama artistico del Novecento in un'unica stanza. "Proprio come piaceva a mio marito, il Maestro Pasquinelli, a cui la Fondazione è dedicata"- racconta Pina Antognini – "Raccogliere opere tra loro varie e anche molto differenti, ma ciascuna significativa nel percorso dell'artista".

Tutto nasce nella Parigi del 1925: nella capitale francese si respirava un clima intellettuale nuovo, favorito dal convergere di diverse avanguardie artistiche che videro nell'astrazione la nuova linea direttiva: da una parte l'astrattismo di Mirò e Prampolini, più lirico, che si allontanava dalla figurazione con una progressiva astrazione delle forme naturali; dall'altra la pittura geometrica che partiva dalla linea, dal punto e dal cerchio per arrivare ad una nuova realtà, come nelle opere di Kandinsky e di Klee. 

Geometrie e lirismi intorno al 1930 espone Divenire (1925), tela dipinta dal 'maestro della forma', Kandinsky, utilizzando un vocabolario geometrico e cromatico familiare al pubblico, ma di difficile interpretazione: il pittore non copia la natura ma propone una serie di segni in sintonia con l'animo umano. 

Come lui anche Paul Klee desiderava mostrare l'invisibile agli occhi, portando sulla tela un mondo immaginario, che ha perso le coordinate tradizionali in favore di spazi atmosferici evocativi accompagnati da segni grafici, che rompono la lettura lineare dell'opera. 


Ne è un esempio Regìa nella tempesta, esposto in mostra, dove numeri, linee e semicerchi circondano una figura a cavallo al centro della tempesta, resa attraverso l'uso sapiente delle pennellate e del colore.

Il pittore è regista di un nuovo mondo anche nell'astrattismo più lirico e naturale di Mirò e Prampolini, che guardavano il mondo attraverso la forza sintetica del colore e delle linee morbide, fino e dipingere singoli elementi in reciproca relazione. 


Come in Donna (1932) dell'artista spagnolo, dove il corpo umano conserva la morbidezza delle forme femminili anche se sottoposto a continuo cambiamento e a una costante evoluzione.

La stessa idea di metamorfosi guida l'opera in mostra di Enrico Prampolini dal titolo Paesaggio femminile (1929): l'artista, che visse in prima persona il clima artistico parigino degli anni '30, lavorò sul tema del divenire della materia; nel quadro le forme piene contornate da linee curve perdono qualsiasi contatto con la realtà contingente e danno origine a una composizione astratta, quasi un'arte pura.

Prampolini fu la figura di riferimento per i rapporti tra l'astrattismo internazionale presentato a Parigi nel 1925 e l'ambiente artistico italiano, in quegli anni rappresentato dalla milanese Galleria il Milione. 

Tra il 1929, quando aprì, e il 1937, la Galleria ebbe un ruolo fondamentale nella promozione della giovane arte sia attraverso esposizioni all'avanguardia, che con pubblicazioni periodiche di grande qualità; i bollettini esposti in mostra sono la testimonianza di una disponibilità non comune negli anni '30 verso le giovani avanguardie europee.
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Geometrie e Lirismi intorno al 1930