GIOCARSI LA VITA

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Le parole di Francesco Fiore sono raggelanti:“Oggi ho trovato un vecchio scontrino di un caffè che avevo preso a Creazzo dove avevo l'agenzia immobiliare. Era di 10 anni fa, avevo speso 80 centesimi. L'ho tenuto perchè poi quel caffè mi era costato circa 800 euro, avendo giocato il resto dei 10 euro in una slot. E poi altri 20, 50, 100 euro fino alla chiusura del bar. Che brutti ricordi ”.

Una droga che dura per ben dieci anni e lo porta a diventare un giocatore patologico dipendente di slot machine, uno di quei malati che gioca tutti i soldi nelle diaboliche macchinette e poi la mattina successiva aspetta, guardingo e disperato, l’apertura del bar per ricominciare sempre con la stessa slot perché “deve pagare” tutto il denaro che ci ha buttato dentro. Un’ossessione che lo porta a dimenticare di essere un padre, un marito, un agente immobiliare. Una vita in rovina tra la pressione dei creditori che lo cercano ovunque e la fame nervosa che lo assale di notte.

Continua il suo racconto: “Dal 2000 al 2008 era mia abitudine andare al casinò dove entravo alle 20 di sera per uscirne alle 4 del mattino. Dal 1999 ha perso il lavoro e la famiglia”.

La parte più triste di questa storia, quella che rende Francesco non solo un numero nei sondaggi sulle ludopatie, è quando ci racconta: “Un primo pomeriggio di 4 anni fa. Mi ero giocato tutto ad una slot al bar vicino all'ufficio e finché la piccola era a scuola materna e mia moglie a lavorare, ho preso tutti i soldini - banconote e monetine - dal salvadanaio e dal portamonete di mia figlia per provare a recuperare con quei 50 euro che la bambina aveva da parte . Quella sera fu lei ad accorgersi che mancavano i soldini dal suo portamonete, la mamma controllò subito anche il salvadanaio. Ci fu una litigata furiosa, e mia figlia piangeva. Non ero riuscito più a vincere quel pomeriggio. Niente soldi. Tante bugie. Come mi ero ridotto

Perché giocavi? Perché ero alla ricerca della fortuna, le vincite ed i soldi facili cercati nel gioco d’azzardo per oltre 10 anni quasi fosse il trampolino per una felicità eterna mentre invece è un inganno mentale”

La ludopatia, una malattia sociale – Parliamo di impulso compulsivo da giochi d’azzardo che ha portato il Ministero della Salute a riconoscere la ludopatia come una vera malattia con annesse cure, terapie e piani di prevenzione. Oggi, in Italia, 1 milione e 720 mila giocatori sono a rischio e ben 708.225 sono i giocatori adulti patologici, di cui l’11% sono minorenni.

Secondo la ddl 13/9/2012 n.158 art. 5, la ludopatia, essendo una malattia lesiva per la salute, ha livelli di assistenza essenziali attraverso cure e riabilitazioni. Secondo gli ultimi studi colpisce i maschi soprattutto in età adolescenziale mentre le donne sono a rischio tra i 20 ed i 40 anni. Un dato allarmante se teniamo conto che l’Italia come Paese che gioca di più è al primo posto in Europa e al terzo a livello mondiale. Oltre il fenomeno sociale, l’ossessione del gioco non fa che incrementare la lobby delle criminalità a cui anche lo Stato è asservito.

Il bussness delle mafie – L’associazione Libera denuncia il legame tra le slot machine e la mafia: bel 41 sono i clan coinvolti in questo giro d’affare. Per fare qualche nome ben noto, nel business del gioco d’azzardo hanno le mani in pasta i Casalesi, gli Schiavone, i Mancuso e i LoPiccolo. Inerme è la politica con uno Stato asservito ai guadagni del gioco d’azzardo: è lo stesso Matteo Renzi a definire una “porcata” il decreto Salva Roma che non aiuta a risolvere il problema poiché tutti gli enti locali che decideranno di attuare norme restrittive in merito al gioco, qualora subiranno un deficit nelle entrate, saranno sottoposti a dei tagli. Ed è proprio a Renzi che si rivolge lo stesso Francesco Fiore.

La petizione di francesco fiore – La storia di Francesco viene raccontata attraverso una pagina face book ‘Francesco giocatore compulsivo”, con convegni monotematici e incontri nelle scuole. Adesso la nuova arma è la firma alla sua petizione che nasce con la voglia di eliminare le pubblicità fatte ai giochi d’azzardo così come illo tempore è stato fatto per i prodotti di tabacco. Francesco chiede a Renzi di vietare anche nei programmi televisivi e radiofonici ogni possibile forma di gioco con vincite in denaro per evitare di incrementare la ludopatia e far aumentare i numeri di malati. Una aiuto per tamponare una vera piaga sociale.
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