Giuseppe Moscati e Antonio Cardarelli si ritrovano

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Si ritroveranno dopo 89 anni, Giuseppe Moscati e Antonio Cardarelli. Allievo e maestro uniti in un abbraccio ideale, tra scienza e religione, per un evento mai accaduto prima. L’appuntamento è per giovedì 2 marzo all’Aula Mediterraneo del Cardarelli (ore 9,30), con la lectio magistralis di Gennaro Rispoli sul tema «Il tempo di Moscati: Scienza ed Etica».
 
Chirurgo, storiografo della medicina e fondatore del Museo delle Arti Sanitarie, Rispoli spiega che i due maestri furono «stendardi della scienza e della carità». La curiosità è che «l’ospedale “Antonio Cardarelli” non ha mai visto nelle sue corsie né “Don Antonio” né “Don Peppino”. Entrambi nascono, vivono e chiudono la loro esperienza medica nella Real Casa degli Incurabili, avendo accanto abitazione e studi professionali. Antonio Cardarelli abitava infatti a via Costantinopoli, Giuseppe Moscati in via Cisterna dell’Olio e Pietro Castellino a Porta San Gennaro.
 
Moscati in particolare ha un cursus honorum straordinario: assistente, aiuto coadiutore, primario della terza medicina uomini, professore di chimica fisiologica e direttore dell’istituto di anatomia e istologia patologica. Ma la cosa che gli piaceva di più era il corso libero di clinica medica quando portava gli studenti nelle corsie incurabiline a discutere al capezzale degli ammalati. Era particolarissimo il rapporto che sapeva istaurare col paziente – aggiunge Rispoli - basta leggere le sue ricette per rendersene conto. La ricetta è un documento sanitario con riflessi medico-legali ed è anche la sintesi dell’anamnesi, della diagnosi, dell’epicrisi e della cura. Ebbene le ricette di Moscati sono un documento incredibile di scienza medica, diagnostica differenziale raffinatissima, notevole capacità di scovare l’ipocondria nel paziente e terapie mediche spesso originali. Nelle prescrizioni non mancano mai attenzione allo stile di vita e alla dieta del paziente, perché cosciente che la dietetica è parte essenziale della terapia: concetto questo di recente riaffermato. Inoltre spesso la ricetta contiene non soltanto raccomandazioni per il paziente ma anche in tono molto colloquiale, rassicurazioni sul suo stato di salute: “Pensi che non ha nulla di grave!” oppure “Cerchi di non prendersi collera”».
 
Elemento straordinario di questo “incontro” sarà l’ostensione della Reliquia del Santo e la “peregrinatio” attraverso alcuni reparti del Cardarelli, resa possibile dalla sensibilità di Padre Alessandro Piazzesi, Responsabile del Culto Moscati alla Chiesa del Gesù Nuovo.
 
«Per l’intero ospedalespiega il direttore generale Ciro Verdolivasarà una giornata di grande emozione. Lo sarà per il sentimento religioso legato al culto del Moscati, ma anche per ciò che l’uomo ha rappresentato nei confronti della medicina, non solo nell’ambito della Scuola Napoletana».

Si ritroveranno dopo 89 anni, Giuseppe Moscati e Antonio Cardarelli. Allievo e maestro uniti in un abbraccio ideale, tra scienza e religione, per un evento mai accaduto prima. L’appuntamento è per giovedì 2 marzo all’Aula Mediterraneo del Cardarelli (ore 9,30), con la lectio magistralis di Gennaro Rispoli sul tema «Il tempo di Moscati: Scienza ed Etica».

Chirurgo, storiografo della medicina e fondatore del Museo delle Arti Sanitarie, Rispoli spiega che i due maestri furono «stendardi della scienza e della carità». La curiosità è che «l’ospedale “Antonio Cardarelli” non ha mai visto nelle sue corsie né “Don Antonio” né “Don Peppino”. Entrambi nascono, vivono e chiudono la loro esperienza medica nella Real Casa degli Incurabili, avendo accanto abitazione e studi professionali. Antonio Cardarelli abitava infatti a via Costantinopoli, Giuseppe Moscati in via Cisterna dell’Olio e Pietro Castellino a Porta San Gennaro.

Moscati in particolare ha un cursus honorum straordinario: assistente, aiuto coadiutore, primario della terza medicina uomini, professore di chimica fisiologica e direttore dell’istituto di anatomia e istologia patologica. Ma la cosa che gli piaceva di più era il corso libero di clinica medica quando portava gli studenti nelle corsie incurabiline a discutere al capezzale degli ammalati. Era particolarissimo il rapporto che sapeva istaurare col paziente – aggiunge Rispoli - basta leggere le sue ricette per rendersene conto. La ricetta è un documento sanitario con riflessi medico-legali ed è anche la sintesi dell’anamnesi, della diagnosi, dell’epicrisi e della cura. Ebbene le ricette di Moscati sono un documento incredibile di scienza medica, diagnostica differenziale raffinatissima, notevole capacità di scovare l’ipocondria nel paziente e terapie mediche spesso originali. Nelle prescrizioni non mancano mai attenzione allo stile di vita e alla dieta del paziente, perché cosciente che la dietetica è parte essenziale della terapia: concetto questo di recente riaffermato. Inoltre spesso la ricetta contiene non soltanto raccomandazioni per il paziente ma anche in tono molto colloquiale, rassicurazioni sul suo stato di salute: “Pensi che non ha nulla di grave!” oppure “Cerchi di non prendersi collera”».

Elemento straordinario di questo “incontro” sarà l’ostensione della Reliquia del Santo e la “peregrinatio” attraverso alcuni reparti del Cardarelli, resa possibile dalla sensibilità di Padre Alessandro Piazzesi, Responsabile del Culto Moscati alla Chiesa del Gesù Nuovo.

«Per l’intero ospedale – spiega il direttore generale Ciro Verdoliva – sarà una giornata di grande emozione. Lo sarà per il sentimento religioso legato al culto del Moscati, ma anche per ciò che l’uomo ha rappresentato nei confronti della medicina, non solo nell’ambito della Scuola Napoletana».


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Giuseppe Moscati e Antonio Cardarelli si ritrovano