GLI 80 EURO DIVENTANO PERMANENTI

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Parola d?ordine non fermarsi. È chiaro il Ministro Padoan nel suo recente discorso a Montecitorio: sia il taglio del cuneo fiscale che gli 80 euro in busta paga arrivati con il dl Irpef saranno resi permanenti con la legge di stabilità. Inoltre si proseguirà con il rimborso dei debiti della P.A. già in corso. Per i dettagli il ministro del Tesoro fa poi rinvio espresso al Def di settembre.
Dunque è chiaro che implicitamente il governo ritiene di trovare le risorse per mantenere il taglio dell?Irpef anche per i prossimi anni, nonostante i margini non certo ampi di manovra dovuti al debole processo di crescita. Un ritardo per il quale, ammette Padoan, non devono esistere scorciatoie. Il nostro Paese deve seguire fiducioso 3 obiettivi fondamentali anche per il nostro futuro in Europa quali maggiore apertura di mercato, riforme strutturali e più investimenti per lo sviluppo. La disoccupazione resta elevata ma non è solo un nostro problema ma una questione europea. Servono riforme urgenti in tema lavoro ma si tratta appunto di un piano che andrà intavolato in Europa, oggetto del prossimo ciclo parlamentare. In più nell?attuale scenario politico-economico l?Italia non può prescindere da conti a posto e da una maggiore attenzione al debito pubblico nel rispetto dei parametri di Maastricht. Va detto che in primavera le previsioni della Commissione europea avevano valutato l'aggiustamento fiscale non sufficiente a garantire il rispetto della regola del debito. A queste osservazioni Padoan ha ribattuto che tali stime si dovrebbero fare a politiche invariate e che non tengono conto né delle minori spese pianificate ma non ancora dettagliate e nè dei maggiori introiti derivanti ad esempio dalle privatizzazioni in via di programmazione.
Esclusa una manovra aggiuntiva al momento (è quanto è emerso dal precedente intervento al congresso Ecofin), il ministro non è stato esente da critiche dagli altri gruppi politici. Per Renato Brunetta, capogruppo di FI, ad esempio,le risposte evasive di Padoan nascondono la consapevolezza che ?ci attende un autunno tragico? e che per evitare una manovra aggiuntiva occorrerebbe ?un miracolo?. Intanto si attendono, a breve, i dati Istat relativi all?andamento del Pil del secondo trimestre, che si stima al ribasso rispetto alle attese con una range tra -0,1% e +0,4%. Più di una preoccupazione c?è ma un programma esiste con delle riforme di lavoro, giustizia e pubblica amministrazione già avviate e con l'attuazione della delega fiscale (così come chiesto dall'Europa). Su questo punto va ricordato che, dopo i primi due decreti quali quello su 730 precompilato e catasto, saranno presentati a breve anche quelli sul riordino dell'imposizione sul reddito d'impresa e la revisione delle detrazioni e delle deduzioni fiscali in chiave di spending review.
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