Helidon Xhixha e Giacomo Jack Braglia: due artisti a confronto

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“The Twin Bottles: Message in a bottle” è una coppia di sculture realizzate dall’artista albanese Helidon Xhixha e dal fotografo svizzero Giacomo Jack Braglia. Le opere sono state esposte in Canal Grande e ora potranno essere ammirate all’Arsenale di Venezia fino a fine agosto, per ritornare dal 25 agosto al 1 settembre in Canal Grande davanti a Palazzo Ca' Vendramin Calergi in occasione della Regata Storica. “The Twin Bottles: Message in a bottle” è un progetto di denuncia portato avanti dai due artisti che oltre ad avere in comune la passione per l’arte in tutte le sue forme, condividono un grande amore per il mare e la natura. Questo incontro tra due generazioni diverse (Helidon classe 1970 e Jack 1996), è il risultato di un’opera di grande impatto visivo che arriva diretta al cuore del pubblico e ne stimola la riflessione. Xhixha e Braglia hanno fuso sapientemente due tecniche artistiche nella quali sono maestri, interpretando attraverso il linguaggio universale dell’arte la realtà che li circonda. La bellezza dell’arte quindi in armonia con le tematiche sociali che affliggono la società contemporanea in un dialogo che Helidon Xhixha aveva già sperimentato alla Biennale Arte nel 2015 con Icerberg, una scultura di denuncia sullo scioglimento dei ghiacciai e il riscaldamento del nostro pianeta.

Helidon Xhixha

Albanse di nascita ma italiano di adozione, è nato in una famiglia di artisti che gli ha trasmesso l’amore per l’arte. Ha frequentato l’Accademia di belle Arti di Tirana e si è laureato all’Accademia delle Belle arti di Brera nel 1999.


H. Xhixa, Mezza luna d'acciaio
A Londra ha potuto sperimentare diversi linguaggi artistici per approdare poi all’acciaio. Xhixha è noto infatti in tutto il mondo per le sue imponenti sculture in acciaio inox che lucida per ottenere l’effetto specchiante che gli consente di interagire con l’ambiente circostante. A tal proposito, quando gli ho chiesto se l’effetto finale riflettente delle sue opere, è una sorpresa anche per lui oppure se è frutto di una fase di modellamento preliminare studiato in relazione all’ambiente circostante, mi ha risposto che è tutto studiato. Mi ha spiegato che quando realizza una scultura cerca di assimilarla alla musica che “in qualsiasi ambiente si riflette, diventa parte dell’ambiente. Per ogni scultura l’effetto va studiato, bisogna plasmare la luce attraverso i riflessi, cercando di conferire all’opera quella musicalità che poi la rende  universale, perché il linguaggio della musica appunto, è sempre un linguaggio universale”.

Anche se Helidon Xhixha è conosciuto in tutto il mondo per le sue opere in acciaio inox, ha realizzato alcune sculture con materiali misti, aumentando il suo grado di sperimentazione. Quando gli ho chiesto se continuerà ad utilizzare l’acciaio inox mi ha risposto che quello “è stato amore a prima vista”, ma che lui non ama la staticità e che tutto ciò che gli permette di essere comunicativo lo utilizzerà così come ha fatto in passato con il marmo e il bronzo.

Giacomo Jack Braglia

Classe 1996 è un giovane fotografo nato a Lugano e che vive a Londra. Realizza foto in 3D, rivestendo con i suoi scatti opere di diverso materiale tra cui ferro, acciaio, gesso e alluminio. Ha già fatto tre personali (Londra, Venezia e Cortina d’Ampezzo) con la Galleria d’arte Contini ed è presente alla Biennale di Venezia al padiglione siriano con opere che affrontano problematiche legate all’emigrazione che affligge molti paesi tra cui l’Africa e l’Etiopia. Jack conosce bene la realtà di questi luoghi che ha girato con la propria famiglia, e quando gli ho chiesto quanto è importante per le future generazioni avere alle spalle famiglie sensibili all’arte e alla cultura, ma anche ai grandi temi che affliggono il nostro pianeta, mi ha spiegato che è fondamentale. “Se non avessi avuto il loro sostegno anche per fare le mostre non avrei mai avuto l’opportunità di partecipare a progetti così importanti ad esempio come quello di oggi”.                             
                                                                                                        G.Braglia, #MS Cloudy, 2018
Inoltre, mi ha spiegato, che la coscienza ecologica è qualcosa che deve nascere innanzitutto in famiglia e ha rivolto un appello ai suoi coetanei che non sono stati sensibilizzati come lui a certe tematiche, affinché abbiano una maggiore consapevolezza della gestione del rifiuto, attraverso ad esempio il corretto smaltimento e l’uso di materiali riciclabili.

Le opere del progetto “The Twin Bottles: Message in a bottle” insieme a quello di Legambiente, TartaLove, verranno portate nei laghi della Svizzera e poi nei principali laghi italiani per sensibilizzare sul problema dell'inquinamento da plastica.

È inoltre allo studio un tour internazionale che toccherà varie città, tra cui inizialmente Londra e Parigi.

 

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