Ho visto più lontano

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Paolo Gila, giornalista e scrittore, da anni impegnato nella comunicazione economico-finanziaria dalla sede Rai di Milano, ha messo a fuoco, attraverso una serie di interviste a prestigiosi scienziati, accademici, uomini di cultura, l’enorme giacimento scientifico e culturale che, da diversi comparti, continua a produrre innovazione e opportunità di sviluppo per il nostro Paese. Ne è nato un libro edito da Guerini e Associati “Ho visto più lontano. Viaggio inchiesta tra le eccellenze della ricerca e del made in Italy”.

Si tratta di una forza sottostimata, nonostante i nostri ricercatori siano tra i più apprezzati al mondo. L’Italia è divenuta una potenza industriale grazie anche alla feconda e protratta azione della ricerca nostrana.

È necessario, come rileva Gila attraverso i suoi dialoghi con genetisti, matematici, filosofi, economisti, imprenditori, astrofisici e anche critici d’arte, elaborare una strategia politico-economica a sostegno della crescita e della Ricerca.

Ma a chi può giovare un libro come questo?

Innanzitutto proprio ai giovani che, affascinati dall’esplorazione delle diverse discipline, intendono raffinare i propri talenti in vista delle scelte da compiere nel percorso formativo.

Poi ai manager e ai titolari di impresa che, pur operando in uno specifico settore, desiderino comprendere i trend di altri comparti, attraverso le testimonianze di qualificati interlocutori.

E poi, ancora, agli studiosi di scienze, tecniche e sociali, per capire quanto stia progredendo il nostro sistema di conoscenze e quanto sia in grado di generare nuove start-up, attività, divisioni aziendali.

Senza dimenticare i filosofi e gli studiosi di epistemologia, la disciplina che riflette criticamente sul senso più profondo della conoscenza e del metodo scientifico, e che ci aiuta a orientarci nel mondo del pensiero, teorico e applicato.

Chi sono, che cosa pensano, che cosa fanno, nel nostro Paese, coloro che cercano di risolvere problemi di varia natura, coloro che hanno visione e progettualità, coloro che brevettano idee e che trovano nuove vie e soluzioni, coloro che creano e che inventano?

Esistono connessioni tra le varie discipline in termini di progettualità comune e di sostegno istituzionale?

Questi i quesiti di fondo sui quali il libro si interroga. L’elemento fondante e propulsivo che consente l’evoluzione e la crescita di una società è rappresentato in ultima istanza dalle idee, dalla forza con le quali sono sostenute, dalla capacità di tradurle in progetti concreti e di diffonderle.

Una possibile via di uscita dalla crisi perdurante e ormai endemica, non può che insistere su una visione che voglia premiare la cultura e l’attività di ricerca, perché la realtà è davvero tutto ciò che si può immaginare.

In “Ho visto più lontano”, Paolo Gila si è confrontato sul tema della ricerca con alcuni prestigiosi testimonial.

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