I primi giornali sportivi in Italia

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Prima della diffusione della radio, avvenuta a partire dal 1924 con  la prima stazione trasmittente da parte dell’Unione Radiofonica Italiana (URI), una società costruita da Guglielmo Marconi, le vicende sportive e non solo, venivano diffuse attraverso i giornali. Ma quali sono stati i primi giornali sportivi? La loro nascita corrisponde con le origini della stampa sportiva in Italia, attestatasi nella seconda metà dell’Ottocento. Il primo periodico dedicato allo sport fu il «Bullettino del Club Alpino di Torino» (CAI), partorito nel 1865 che nel 1967 cambiò denominazione in «Bullettino trimestrale del Club alpino di Torino», fino ad assumere la denominazione «Bollettino del Club alpino italiano» nel 1869 che durò fino al 1967. Si occupava di alpinismo sportivo con articoli illustrati da preziosi panorami.

Tra primi redattori del «Bollettino» si annoverano Bartolomeo Gastaldi (un geologo torinese co-fondatore e secondo presidente del Club Alpino Italiano, tra i pionieri nello studio della geologia delle Alpi e della glaciologia del territorio piemontese), Martino Baretti (anch’egli torinese, alpinista e geologo, esplorò gran parte delle Alpi Cozie, Graie e Pennine. Scrisse numerosi articoli scientifici: Studi sul gruppo del Gran Paradiso, Torino 1868; Sui rilevamenti geologici fatti nelle Alpi piemontesi durante la campagna 1877; Il lago di Rutor (Alpi Graie settentrionali). Ricerche storico-scientifiche, 1888; Elementi di mineralogia, litologia e geologia, 1893, 2 voll., etc.) e Luigi Vaccarone (avvocato e alpinista torinese, tra i primi soci del CAI, il primo italiano a compiere un’ascesa invernale dell’Uia di Mondrone nel 1874, dando il via alla pratica dell’alpinismo invernale in Italia. Tra i suoi volumi si ricodano: Le vie delle Alpi Occidentali negli antichi tempi, Tipografia Editrice G. Candeletti, 1884; Guida delle Alpi occidentali vol. I. Marittime e Cozie, con Alessandro Martelli, Tipografia L. Roux, 1889; Guida delle Alpi Occidentali vol. II, Graie e Pennine. Parte prima. Valli di Lanzo e del Canavese, con Giovanni Bobba, Tipografia L. Roux, 1889, etc.)

Il primo giornale in Europa che si occupava di tutti gli sport,  fu «La Gazzetta dello Sport», fondata a Milano nel 1896 dal torinese Eugenio Camillo Costamagna (nato a San Michele Mondovì nel 1864), promotore del primo Giro d’Italia di ciclismo, e dall’avvocato alessandrino di idee socialiste Eliso Rivera (che si firmava come Eliseo delle Roncaglie - E.D.R.). Al nome Rivera è legata l’origine del ciclismo, il primo ad usare il velocipede.

La «Gazzetta dello Sport», edita dalla casa editrice Sonzogno, era la continuazione de «La Tripletta» di Torino diretta da Costamagna e un supplemento de «Il Ciclista» di Eliso Rivera. I suoi di collaboratori era per la maggior parte ex atleti: Riccardo Arpisella (ippica); Roderigo Rizzotti e Alberto Cougnet (scherma e pugilato); Giorgio Sinigaglia e Alessandro Bossi (alpinismo); Daniele Marchetti (ginnastica); Tom Antongini (tennis); Camillo Baglioni e Giuseppe Cantù (canottaggio e nuoto); Lorenzo Noci (tiro a segno); Agostino Caprioli (tiro a volo). La caratteristica del giornale, cioè il rosa come colore di fondo fu adottato quasi subito. Inizialmente il colore di fondo fu il verde, come il colore de «La Tripletta», ma durò soltanto qualche mese fino al 2 gennaio 1899 quando fu sostituito definitivamente dal rosa.

Anche la linea editoriale fu subito chiara, firmata da Costamagna (che si firmava Magno): «Senza avere la pretesa di fare della storia, cosa punto compatibile col carattere di questo giornale, noi ci limiteremo ad accennare alla differenza del significato che lo sport può avere nell’epoca odierna, qualora lo si voglia comparare col passato […] Per trattare quindi lo sport bisogna sentirsi in grado di correre coi tempi, prevedere, arrivare. I giornali sportivi non devono soltanto fornire le notizie, commentare il progresso, registrare il successo, no, essi devono predire, correre l’alea stessa di tutte le cose di questo fine di secolo, devono arrivare. Arriveremo? Modestamente osiamo sperarlo, ad ogni modo non sarà certo da parte nostra che finiranno volontà e tenacia di propositi» (n. 1, 3 aprile 1896).

Ne è passata di acqua sotto i ponti da quel 1896, altri quotidiani sportivi sono nati nel frattempo («Corriere dello Sport»; «Tuttosport»; «Lo Sport del Mezzogiorno»), cantori di uno sport che si sono avvalsi anche di firme prestigiose, scrittori, poeti. Lo dobbiamo anche alla stampa sportiva se oggi lo sport, come sèguito, non è secondo a nessuno. 

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