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I protagonisti della scoperta delle onde gravitazionali

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L'osservazione delle onde gravitazionali da parte della Collaborazione LIGO-VIRGO conferma una previsione della Relatività Generale di Einstein e apre la strada a un nuovo modo di osservare l'Universo e di comprendere i meccanismi fisici dei suoi immani    fenomeni.

La "tavola aperta" si è tenuta al teatro di Corte del Palazzo Reale a Napoli ed ha offerto la possibilità di approfondire    questa storico risultato scientifico attraverso il racconto di    alcuni dei suoi protagonisti. Tra gli ospiti, infatti, Adalberto Giazotto, ideatore dell'esperimento VIRGO assieme al francese Alain Brillet, e Leopoldo Milano con il gruppo di ricercatori campani    dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) e delle Università    di Napoli "Federico II" e di Salerno che ha contribuito a questo importantissimo risultato. Come "tavola aperta", l'incontro prevede ampio spazio per porre domande e discutere del presente e del futuro    con i protagonisti della ricerca.

L'incontro è organizzato dall'Associazione Scienza e Scuola assieme all'INFN, all'Università di Napoli "Federico II" e al Polo Museale    della Campania. Esso si situa in un programma promosso dall'Associazione per avvicinare la Scienza agli studenti delle    Scuole con varie modalità e in particolare creando occasioni per interagire con illustri scienziati in uno spirito di comunicazione    diretta e informale.

Di che cosa parliamo

Newton formulò la legge di gravitazione universale nella seconda    metà del Seicento. Alla fine del Settecento, Charles-Augustin de    Coulomb formulò la legge di interazione elettrostatica. A coronamento della formulazione delle leggi dell'elettromagnetismo,    nella seconda metà dell'Ottocento James Clerk Maxwell predisse l'esistenza di onde elettromagnetiche ed esse furono osservate da    Heinrich Hertz. All'inizio del Novecento, la fisica quantistica mise    in luce che alla scala atomica le onde elettromagnetiche hanno anche    un comportamento da particelle, e queste particelle furono detti "fotoni" perché la luce è essa stessa un'onda elettromagnetica. Con la predizione di onde anche per la gravitazione, Einstein iniziò anche a infrangere il suo "splendido isolamento" e ad avvicinarla    alle altre interazioni.
 
Il fenomeno è ora sperimentalmente confermato. Sono state osservate,    infatti, le onde gravitazionali emesse non da zone prossime alla    nostra galassia, ma dallo straordinario fenomeno della fusione di    due buchi neri a oltre un miliardo di anni luce di distanza da noi. E' questa una straordinaria dimostrazione della loro potenzialità    come vettore di informazione per una nuova astronomia. Con esse possiamo ambire a esplorare zone dell'Universo tanto lontane da    essere inaccessibili in altri modi e in particolare tramite la luce emessa. Verrà un giorno anche scoperta una particella che trasmetta    la gravitazione, il "gravitone"?
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