Ilcorpo dell’idea, immaginazione e linguaggio in Vico e Leopardi

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Nella Sala Dorica di Palazzo Reale di Napoli, è stata inaugurata la mostra II corpo dell’idea. Immaginazione e linguaggio in Vico e Leopardi sostenuta dalla Regione Campania e organizzata dalla Biblioteca nazionale di Napoli, diretta da Francesco Mercurio, in collaborazione con il Polo museale della Campania, diretto da Anna Imponente, Palazzo Reale di Napoli, diretto da Paolo Mascilli Migliorini.

L’esposizione, curata da Fabiana Cacciapuoti, è incentrata sul dialogo tra Vico e Leopardi, ricostruito soprattutto attraverso l’incontro di due fondamentali testi quali La Scienza Nuova e lo Zibaldone di pensieri. Un itinerario antropologico che, partendo dal mito delle origini, passando attraverso l’elaborazione poetica dei primi canti arcaici e quella omerica, perviene al 'farsi' del linguaggio e alla costruzione delle civiltà, il cui eccesso per entrambi gli autori, inteso quale eccesso di ragione, conduce infine alla barbarie, alla decadenza e alla corruzione.

Temi che Vico e Leopardi affrontano in maniera diversa, storico-provvidenzialistica il primo, radicale il secondo. L’esperienza conclusiva del percorso vuol significare il messaggio leopardiano, esistenziale e umano, affidato a La Ginestra.

In mostra si potranno vedere, tra gli altri, gli autografi della Scienza Nuova, dello Zibaldone di pensieri, delle Operette Morali, dell’Infinito, di Alla Primavera e dello Stratone da Lampsaco, conservati presso la Biblioteca nazionale. L’itinerario nel mito si avvale dell’esposizione di statue provenienti dal Museo di Palazzo Reale e dal Museo archeologico nazionale di Napoli.

Il progetto Exhibit e multimediale è a cura di Kaos Produzioni, con la direzione artistica di Stefano Gargiulo, il progetto delle strutture espositive di Giancarlo Muselli. Il catalogo, a cura di Fabiana Cacciapuoti, è edito da Donzelli.


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