Il carnevale settecentesco a Napoli

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Se non si ha ancora un programma per carnevale, la festa più eccentrica dell’anno, una proposta originale è partecipare alla serata a tema Settecento del 25 Febbraio a palazzo San Teodoro.

Gli invitati si incontreranno a piazza dei martiri verso le ore 20:00 e da lì si sposteranno nella location prestabilita, dove saranno accolti dai “maggiordomi di palazzo” che si occuperanno non solo dei soprabiti ma anche di accompagnarli in una prima sala per il brindisi e la degustazione delle ostriche. Si recheranno poi nella seconda sala in cui potranno gustare il più grande sartù mai realizzato negli ultimi trecento anni. Una volta assaggiata la specialità culinaria preparata in loro onore, potranno accedere alla terza sala che è predisposta per i balli.

Inizialmente ci sarà la performance della soprana Roberta Andalò, accompagnata dalla musicista Mariarosaria Marchi al clavicembalo. Successivamente invece si continuerà con della musica contemporanea e un susseguirsi di dj alla consolle. Le soprese però non finiscono qua, infatti la Travelers and the City, organizzatrice della serata, estrarrà a sorte tra i partecipanti una coppia che impersonerà Carlo III di Borbone e la regina Maria Amalia. Ci sarà inoltre una giuria di esperti che decreterà il miglior vestito e premierà la vincitrice con uno splendido anello artigianale messo in palio della gioielleria Vesuves.

Quali sono le condizioni per partecipare? Bisogna iscriversi e pagare il biglietto che costa all’incirca settantacinque euro. Il prezzo non è basso, però sono inclusi svariati servizi, come ad esempio la cena e il ballo. E’ anche messo a disposizione degli invitati un open bar e dei brevi spettacoli teatrali. Un altro importante requisito è il travestimento che deve rispettare i canoni settecenteschi. Per aiutare i neofiti di quest’antica tradizione ci saranno dei make up artists pronti a truccare e a pettinare nobildonne e gentiluomini.

Ma come deve essere un abito del Settecento? Le signore devono indossare uno stretto corpetto, possibilmente in raso o in damasco, con dettagli estremamente vistosi, ad esempio nastri o pizzi. Bisogna anche avere una vaporosa gonna che deve arrivare fino alle caviglie e che è rinforzata con dei sostegni in modo da mantenere la sua ampiezza. I signori invece devono innanzitutto procurarsi un “panta”, ovvero un pantalone molto aderente, e un pantalone a tre quarti che arrivi fino al ginocchio. Un altro must è il panciotto, in raso o in velluto, con molti ricami e arricchito da un foulard. Sopra al panciotto va una giacca con le maniche ricamate con pizzo che arriva fino a metà della mano. Se si vuole avere un effetto ancora più raffinato, si può aggiungere una parrucca, anche bianca, e un cappello con varie piume.

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Il carnevale settecentesco a Napoli