IL DANTE DI ALDO VALLONE

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Diverse voci fanno dolci note. Lo sguardo profondo dell'insigne studioso che ha esplorato l'universo del Poeta e della storia letteraria partenopea al centro di una due giorni promossa dalla Federico II

Un intellettuale generoso che ha amato profondamente Napoli e la sua cultura. L’autore di pagine indimenticabili sul Poeta e sulla letteratura partenopea. Ad Aldo Vallone (1916-2002) e alla profondità del suo sguardo di studioso e critico letterario il 16 e il 17 aprile il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università Federico II dedicherà il convegno “Diversi voci fanno dolci note. Il Dante di Aldo Vallone”, in collaborazione con la Società Nazionale di Scienze, Lettere ed Arti in Napoli e la Società Napoletana di Storia Patria.

L’appuntamento è alle ore 10 nella suggestiva cornice di Castel Nuovo dove i lavori avranno inizio nella Sala Congressi della Società Napoletana di Storia Patria, dopo i saluti del Rettore dell’ateneo fridericiano Massimo Marrelli, del Direttore del Dipartimento di Studi Umanistici Arturo De Vivo, dell’Accademico Linceo e Presidente dell’Unione Accademica Nazionale Fulvio Tessitore, del Presidente dell’Accademia di Archeologia, Lettere e Belle Arti Antonio Vincenzo Nazzaro, del Presidente della Società Napoletana di Storia Patria Renata De Lorenzo, e del Preside della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università del Salento Giancarlo Vallone.

Quattro le sessioni (tre mattutine il 16 e il 17, una pomeridiana a partire dalle 14.30 solo il 16) in cui la figura del Vallone dantista sarà scandagliata in maniera inedita da una folta e prestigiosa pattuglia di italianisti: Ruggiero Stefanelli, Corrado Calenda, Rosario Coluccia, Marcello Ciccuto, Valter Leonardo Puccetti, Leonardo Sebastio, Massimiliano Corrado, Andrea Mazzucchi, Pasquale Garagnella, Domenico Cofano, Luigi Scorrano, Toni Iermano, Pasquale Sabbatino, Sebastiano Martelli, Raffaele Giglio, Matteo Palumbo.

Una due giorni in cui l’ateneo fridericiano intende innanzitutto offrire a Napoli e al Mezzogiorno la possibilità di conoscere ed apprezzare lo straordinario profilo dell’ intellettuale originario di Galatina in provincia di Lecce, che durante il suo lungo soggiorno partenopeo, all’indomani del conferimento della cattedra di Letteratura Italiana nel 1972 presso la Federico II, ha dato un contributo fondamentale alla storia culturale e letteraria della città. Con i suoi saggi sulle Lezioni di Letteratura Italiana di Settembrini, sulla Storia della Letteratura Italiana di De Sanctis e il fondamentale Modello e antimodello della narrativa napoletana fino al grande traguardo della Storia della Letteratura Meridionale, Aldo Vallone ha disegnato infatti una storiografia letteraria che ha saputo dar voce all’urgente vitalità e all’orgoglio creativo della letteratura meridionale e napoletana in particolare. Le sue lucide analisi fanno in special modo di quest’ultima un caso emblematico della tensione oppositiva di una letteratura che cerca continuamente di contrastare l’imposizione dei modelli toscani, secondo una linea di sviluppo che va dall’imitazione degli stessi nel Trecento-Cinquecento a una fase di contestazione nel Sei-Settecento fino alla formulazione desanctisiana di un nuovo modello-problema della narrativa meridionale caratterizzato da un’originale impronta umoristica, come avviene nell’Otto-Novecento.

L’altro grande filone di indagine seguito da Aldo Vallone – cui nello specifico è dedicato il convegno – è rappresentato dagli studi su Dante. E nel corso della due giorni una pluralità di prospettive farà emergere armonicamente la vivacità e il fascino delle letture e delle ricognizioni dantesche effettuate da Vallone. Proprio come sottolineato dall’esergo del titolo che riprende il verso pronunciato da Giustiniano nel canto VI del Paradiso.

L’obiettivo è infatti quello di lasciarne trasparire l’originalità di un approccio che coniuga il rigore filologico-critico e la passione con uno stile piano e comunicativo. Direttore responsabile della rivista “L’Alighieri”, autore dei volumi vallardiani Dante (1971, 1981) e Storia della critica dantesca dal XIV al XX secolo (1981), insignito come Benemerito dell’Arte, della Cultura e della Scuola nel 1973 e dal Comune di Firenze e dalla Società Nazionale Dantesca nel 1990, Vallone riuscì ad accendere l’interesse e il piacere dell’incontro con la poesia di Dante anche oltre i confini del mondo accademico con le sue numerose Letture Dantesche e la partecipazione a un ciclo di trasmissioni Rai. Occasioni nelle quali il Poeta viene presentato al grande pubblico e in particolare ai giovani con affabilità e nitore, con la convinzione che Dante vada letto “senza perdere il senso di quel tempo così saldamente costruito e unitario” e “con gusto e intelligenza di nuovi lettori”.

La scommessa del convegno è dunque quella di entrare nel cuore di un rapporto con l’opera di Dante e in particolare con la Divina Commedia che, riuscendo a soddisfare il rigore scientifico e la sete di fascino della poesia, si ponga come un modello di approccio alla letteratura dantesca anche per il lettore di oggi, in sintonia con le esigenze di approfondimento di un presente in cui Dante, grazie anche alle letture pubbliche e televisive del premio Oscar Roberto Benigni, ancora riesce ad accendere la fantasia di una platea vasta e articolata.

Nel corso del convegno saranno inoltre esaminati da Pasquale Sabbatino documenti inediti, in particolare una lettera di Gianfranco Contini, che restituiscono un’idea del fitto ventaglio di rapporti intellettuali e dell’ampio respiro delle doti comunicative di Aldo Vallone. Un maître à penser di incomparabile vivacità la cui lezione è oggi ancor più esemplare e benefica per una città avvolta nel fumo acre del rogo dei suoi pezzi di cultura e, in fondo, della sua identità.

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