Il Dao: il perno della spiritualità cinese

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Il Dao è il perno della spiritualità cinese, infatti quasi tutte le filosofie e religioni cinesi trattano questo concetto. Dao (la cui pronuncia è Tao) è un termine alquanto difficile da spiegare visti i suoi svariati significati, infatti le varie scuole di pensiero cinese hanno dato diverse interpretazioni a questo termine. Nel gergo più comune può voler dire “via”, “percorso”, “metodo”, infatti lo si intende per lo più come un insieme di insegnamenti da seguire ma, allo stesso tempo, come la realizzazione pratica di questi insegnamenti; anche Confucio insegnava ai suoi allievi a seguire il Dao, interpretando questo termine anche come un principio regolatore naturale che spinge la società e l'individuo a vivere in uno stato d'ordine e di armonia.

La religione che più è legata al concetto di Dao è il daoismo (taoismo). Con l'avvento della scuola daoista si assiste ad una rivoluzione della concezione di questo termine, infatti già con i primi testi attribuiti a questo movimento risalenti al IV secolo a.C il Dao, oltre che come metodo di crescita spirituale e come sostrato di tutto ciò che esiste, viene visto anche come principio dal quale parte la creazione. Questa concezione del Dao pone il daoismo, nella sua essenzialità, tra le religioni monoteiste, in quanto tutti gli esseri esistenti, comprese le varie divinità presenti nel culto di questa religione, provengono da una graduale creazione partita proprio dal Dao; com'è intuibile dal capitolo 42 del Dao De Jing «Dal Dao nacque l'Uno, dall'Uno i due, dai due i tre, dai tre nacquero tutti gli esseri...». Tuttavia questo aspetto creazionista del Dao non deve farlo intendere come una sorta di Dio, poiché il Dao non è una divinità né tantomeno ha un carattere o volontà propria; la stessa creazione non è il frutto di un suo volere, ma inizia con un processo di differenziazione del Dao che rende tutto l'universo una sua manifestazione.

Il Dao è sia immanente che trascendente: l'immanenza è data dal suo considerarlo presente in ogni cosa e in ogni fenomeno, infatti è visto come la forza che, tramite il suo Carisma, presenzia in ogni essere e assiste ad ogni processo naturale, tendendo spontaneamente al raggiungimento di un'armonia omeostatica. La trascendenza è dovuta invece al suo essere al di là della realtà tangibile; il Dao è indefinibile, lo si può conoscere esclusivamente per via mistica poiché non rientra nelle possibilità di conoscenza della mente analitica trascendendo la realtà dualistica, rappresentata nel
pensiero cinese dalla teoria yin yang.

« Anche se il grande principio della Natura (Tao) non ha forma,
ha portato avanti e nutre il Cielo e la Terra;
anche se non ha passioni,
fa sì che il Sole e la Luna girino (nelle loro orbite);
anche se non ha un nome (non possiamo conoscerlo),
Esso produce la crescita e nutre tutte le cose.
Io non so il suo nome,
Sono costretto a chiamarlo semplicemente Tao.»
( Qingjing jing/ Classico della Purezza e della tranquillità)

«Non ne vediamo la forma

Non ne udiamo il suono,
Eppure ne percepiamo l’ordine in ciò che compie.
Noi lo chiamiamo ‘la Via’ (Tao).»
(Nei-yeh/Ammaestramento interiore)

La sua caratteristica di immanenza non deve far pensare che non è necessario cercare il Dao, né il suo trascendere la realtà deve far pensare che non è possibile in qualche modo conoscerlo. I daoisti (taoisti) devono compiere quotidianamente una serie di pratiche per giungere alla conoscenza del Dao, che mirano al compimento di una trasformazione interiore zittendo la propria mente per giungere ad una profonda conoscenza di sé, dove risiede una scintilla del Dao, che permette di far conoscere l'origine di ogni cosa per via mistica. Ne consegue che studio e parola sono inutili per tale conoscenza, ragion per cui si intende, che quest'articolo sul Dao è totalmente inutile!.
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