Il Duomo del disincanto

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Incastonato come una pietra gentile, semplice e preziosa tra i palazzi del centro storico,  la cattedrale – duomo, la casa di San Gennaro, quasi non ci si accorge che sorge maestosa lì, in quell’ angolo di mondo chiamato Napoli. Timido e sacrosanto, sorge tra le vie del centro storico e se a chiamarlo solo Duomo si rischia di intendere sol quello di Milano, il nostro tesoro spezza il disincanto. Nato su un piedistallo di epoca romana, il tempio di Apollo, è  venuto al mondo  nel XIII secolo abbracciando la basilichetta di Santa Restituita e il battistero di San Giovanni, e mentre accediamo lungo il corridoio che ci porta alla prima abside, quella di Santa Stefania dal nome del vescovo che costruì il precedente assetto della chiesa, poi sacrificata per costruire il Duomo, due scale laterali ci portano ad un sotterraneo di marmo: la cripta di san Gennaro.  Tra i fedeli e i turisti si ammira nel centro della piccola area rettangolare il papa marmoreo nell’ atto di pregare dinanzi all’altare.  Sembra di dar fastidio in quella stanza sotterranea. E la sua magnificenza artistica ha dovuto cedere il passo alla sua fantastica tradizione di fare di San Gennaro l’unico protagonista.

Foto Francesca Perna
Foto Francesca Perna

E in un giorno di quel secolo che succedette la terribile peste del '500, i devoti per ringraziare San Gennaro della fine di quella terribile pestilenza, decisero di farvi costruire una cappella dedicata al loro amato santo patrono. Ed è tuttora di loro proprietà. Di quelli che affidano a lui la loro vita. 

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Il Duomo del disincanto