IL MANIFESTO DELLA CISL PROPOSTE DI CAMBIAMENTO

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Umiltà, realismo e verità. Così il sindacato propone di affrontare la crisi in cui versa la Campania.

Un Manifesto per la Campania: è questo il progetto, presentato dalla Cisl congiuntamente ad alcune Associazioni legate alla società civile, per risolvere la questione emergenziale dei rifiuti nella Regione. Si tratta di un’iniziativa che si pone, innanzitutto, come trasversale, sovrapartitica e scevra di implicazioni culturali di alcun tipo. Una “chiamata alle armi” pacifica, rivolta alla società napoletana, per la “guerra” del rinnovamento morale e culturale che deve investire la città e la Regione intera. Il Manifesto, che parla apertamente di “degrado”, definisce le amministrazioni locali incapaci “di dare risposte adeguate ai cambiamenti né, tanto meno, di offrire soluzioni ai rinnovati problemi della Campania, in termini di strategia e strumenti d’intervento”, così come è mancata qualunque iniziativa rilevante da parte delle opposizioni. La Cisl individua dunque, innanzitutto una crisi politica alle radici del “degrado” campano”, in cui si inscrive, naturalmente, anche la questione – rifiuti. La risposta, tuttavia, non consiste in un’opposizione antipolitica, ma nella consapevolezza di un rinnovamento della classe dirigente, da inserire in un più ampio processo di mutua collaborazione e fiducia tra elettori ed eletti, tra cittadinanza e governi. Soltanto lungo tale via, difatti, il Manifesto sindacalista ritiene possibile affrontare in modo vincente la mentalità che fa perno sulla “rassegnazione ad accettare l’esistente attaccandosi al potere costituito alla ricerca di un qualche <>” e l’indolenza di una classe politica che ha girato gli occhi davanti alla collaborazione tra settori della società legale e l’illegalità. Il Manifesto individua le priorità dell’azione di rinnovamento culturale e morale della città. La legalità, innanzitutto, quale motore primo dello sviluppo urbano e civile. La legalità, veicolata da un processo di educazione, volto a garantire la comunione di “impegno privato e impegno civile”, permetterebbe di risolvere la prima delle emergenze individuate dal sindacato, ovvero la “sicurezza delle città”. Contestualmente, il rinnovamento non può non passare per una radicale sterzata in senso ambientalista: “la città pulita”, recita il Manifesto, identificata, con la sicurezza, quale volano di sviluppo anche economico della regione. I soggetti che dovranno essere coinvolti in questo piano di rilancio sono, infatti, individuati soprattutto nei settori produttivi e lavorativi del territorio, la cui collaborazione, che dovrà essere sostenuta da una spesa pubblica capace di promuovere sia i settori innovativi e tradizionali del commercio, da una parte, che l’occupazione, dall’altra, costituisce già ora la “spina dorsale di una <> economia”. La Cisl, si legge nel documento, propone un’analisi della situazione campana fondata su umiltà, realismo e verità, che abbandoni qualunque sterile opposizione e immobile ideologia per dare vita ad un’azione “coraggiosa”, consapevoli dei tempi comunque non brevi che il “degrado” campano impone.
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IL MANIFESTO DELLA CISL PROPOSTE DI CAMBIAMENTO