Il Nuovo Suona Giovane

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La musica arriva a teatro, declinata secondo diverse sintassi sonore e vari stilemi musicali, arricchendo la programmazione del Teatro Nuovo di Napoli, unitamente alle proposte di prosa e danza della stagione 2016/2017. Quattro appuntamenti serali, tutti di sabato, con cadenza mensile, da gennaio ad aprile, anticipati da un'anteprima che vedrà protagonisti Marco Sannini in 5et con la voce narrante di Adria Mortari.

È Il Nuovo Suona Giovane, rassegna musicale per le giovani generazioni, presentata dal Teatro Pubblico Campano, diretto da Alfredo Balsamo, in collaborazione con Progetto Sonora, che nasce per dar corpo ed evidenza a svariati linguaggi musicali del nostro tempo.

Una delle caratteristiche della kermesse, infatti, è proprio la pluralità dei codici musicali: dal classico mozartiano, riletto in chiave jazz contemporaneo, del primo happening, sino al fusion, al jazz manouche, all'indie-world e a un cantautorato di calibro internazionale. L'intento è di creare un ponte tra passato e presente, un legame fra tradizione e avanguardia, lezione del passato e ricerca sperimentale.

Ed è proprio questa l'ottica in cui si muove anche il primo appuntamento, anteprima della rassegna JAM(m)’, Amadé…, che celebra il genio di Wolfgang (Amadé) Mozart attraverso una rielaborazione delle sue musiche, con un 'midrash' che mescoli i linguaggi dell’improvvisazione jazz, delle etnie del Sud del mondo, dell’espressione colta del '900 europeo. Un viaggio affascinante che dalla musica del grande artista salisburghese conduce alle sonorità dei nostri tempi.

JAM(m)’, Amadé… è un percorso musicale e letterario che tende a cogliere lo spirito dello stile mozartiano, e diviene, anche grazie ai testi di Eduard Mörike e a stralci di lettere di Mozart, un progetto totalmente contemporaneo nella sua proposizione. Il prezioso contrappunto della voce narrante di Adria Mortari affianca il quintetto di Marco Sannini, (tromba e autore delle musiche),Nicola Pisani (sassofoni), Alessandro Tedesco (trombone), Marco de Tilla (contrabbasso),Marco Fazzari (batteria).

Ai poetici testi di Mörike, che racconta il viaggio a Napoli e Portici del fanciullo Mozart, si alternano le parole di Amadé nelle sue lettere, in un delirio di scrittura che sembra fatto apposta per affascinarci rivelandoci il suo animo di genio eterno adolescente. Un concerto che cerca l’incontro tra i suoni 'laceri' dei nostri tempi e la perfezione estetica del mondo mozartiano.

Vari, in questo percorso, sono gli interpreti che si avvicenderanno sul palco del Teatro Nuovo di Napoli, tutti giovani musicisti emergenti del panorama musicale partenopeo. Dopo l'apertura di Sannini e Mortari, sarà poi la volta del sound meticcio ed eterodosso degli Araputo Zen, formazione napoletana che ha elaborato un linguaggio musicale in cui si fondono diverse influenze, creando un prisma sonoro ibrido, meticcio, eterodosso e artisticamente onnivoro. La sua sintassi musicale è in grado di sposare codici differenti, senza mai rinunciare a un pizzico di magia tutta partenopea.

Un progetto nato e cresciuto per le strade di Napoli, fatto di brani inediti, stile gipsy, jazz manouche, nostalgie tanghere, echi della tradizione balcanica, lievi impennate rock, ritmiche sostenute e coinvolgenti, reminiscenze gitane, scortate da una linea melodica accattivante, mai dimentica del repertorio folk nostrano.

Il quintetto è composto da Dario De Luca (chitarre), Valerio Middione (chitarre), Alfredo Pumilia (violino), Bruno Belardi (contrabbasso), Salvatore Rainone (batteria).

L’appuntamento svelerà il nuovo progetto discografico di Ciro Riccardi, con la performance live del Ciro Riccardi 5et, che proporrà la nuova fatica discografica del trombettista napoletano, già animatore e ottimo strumentista di note band partenopee come Slivovitz, Uanema Orchestra, Speakeasy, Super Mega Funkin' Machine.

"Racconti di Vinile", è il titolo del suo album d'esordio come solista, pubblicato lo scorso giugno dall'etichetta jazz romana Alfa Music.

Un unico ordito, coerente e al contempo eclettico e versatile, fatto di nove tracce, schegge narrative in musica, note che provengono dal jazz, dal funky, banda e canzoni, dalla musica popolare di culture lontane, tutto filtrato da un punto di vista un po' retrò. Un sound che assorbela lezione dei grandi del passato, mai dimentico delle proprie origini, attingendo a un tale patrimonio con semplicità, immediatezza e sincerità.

La formazione che accompagnerà Ciro Riccardi (tromba e flicorno) è composta da Peppe Giroffi(sax e flauto), Dario De Luca (chitarra), Paolo Petrella (contrabbasso), Marco Castaldo(batteria).

Il successivo live sarà affidato ad Arturo Caccavale, pregevole trombettista, esperto e talentuoso, nonostante la giovane età, che, con la sua band, porterà on stage melodie e ritmiche differenti, ispirate a una chiara matrice jazz e relativo repertorio.

Quello che l'artista partenopeo presenta al Nuovo, è un progetto per lo più di musica inedita, pezzi d'autore che rintracciano la loro ispirazione nel suo ricco e diversificato background.

Nella composizione dei suoi lavori, infatti, Caccavale rivela una frequentazione di generi e artisti differenti, anche di respiro internazionale, strizzando l'occhio tanto alla linea melodica di Stevie Wonder, che alla ritmica coinvolgente e al contempo malinconica di cantanti, autori e chitarristi brasiliani come Gilberto Gil, Jao Bosco e Djavan.

E non mancano in questo ventaglio di echi e suggestioni neppure i grandi cantautori italiani, come De Gregori, Dalla, Daniele, Bersani e Joe Barbieri, che hanno influito non poco sulla scrittura dei testi, sia in napoletano sia in italiano, del giovane creativo.       

Ad accompagnare Arturo Caccavale (voce e tromba) sarà la formazione composta da Ivan Ciavarella (chitarra elettrica e acustica), Luciano Lucky Pesce (tastiere e pianoforte), Giacinto Majello (batteria), Luciano De Fortuna (percussioni), Daniele De Santo (basso elettrico e contrabbasso).

A chiudere la rassegna sarà il duo formato da Ilaria Graziano e Francesco Forni, le cui performances cantautoriali vivono di un respiro che non conosce le angustie dei localismi, né barriere e steccati di genere.

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