Il paradosso del mentitore oggi

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Quello che stiamo vivendo oggi in Italia è davvero surreale, dopo più di ottanta giorni dalle elezioni non c'è e nemmeno s'intravede una possibilità concreta di governo del Paese. Tutti in attesa che qualcosa accada e qualcuno risolva d'incanto tutte le problematiche sul tappeto. 

Un Paese, il nostro, ridotto ai minimi termini da una classe politica davvero incomprensibile. Il giorno dopo le elezioni tutti a gridare ai quattro venti "abbiamo vinto noi", salvo poi accorgersi che in realtà non ha vinto nessuno, che maggioranze parlamentari non ce ne sono, che gli elettori non hanno premiato nessuno. Sì, d'accordo qualcuno ci farà notare - ovviamente - che la legge elettorale non permette a nessuno di vincere ma, ci permettiamo di obiettare: chi l'ha fatta questa legge elettorale? Ancora, ma siete sicuri che rappresentatività e governabilità possano mai andare a braccetto? Maggioritario o Proporzionale non è un dubbio amletico ma una scelta di prospettiva e soprattutto di democrazia, quella vera non quella virtuale.

Allora ci è ritornato in mente una di quelle stranezze che si studiano a scuola me che poi nessuno in quel momento capisce a cosa cavolo possano mai servire nella vita di tutti i giorni. La filosofia, del resto, i miglori di noi l'hanno sempre vissuta come storia di uomini e fatterelli da raccontare. Invece no, la filosofia è storia dell'evoluzione del pensiero. Cultura vera e con C maiuscola che ci hanno anche detto non fa mangiare e, soprattutto, è solo esercizio astratto inutile alla pragmatica vita di tutti i giorni. 

Il Paradosso del Mentitore. Storia

Paolo di Tarso nella sua Lettera a Tito: «Uno di loro, proprio un loro profeta, ha detto: «I Cretesi sono sempre bugiardi, brutte bestie e fannulloni». Questa testimonianza è vera». 

Se assumiamo che l'affermazione sia vera, allora sarebbe vero che Epimenide, in quanto cretese, è un bugiardo. Ma allora la sua affermazione «i Cretesi sono sempre bugiardi» non sarebbe vera ed otterremmo una contraddizione. Se invece assumiamo che l'affermazione sia falsa, allora sarebbe vera la negazione di «i Cretesi sono sempre bugiardi», cioè sarebbe vero che alcuni cretesi dicono la verità e alcuni mentono. In questo caso non vi sarebbe alcuna contraddizione e potremmo identificare Epimenide come uno dei cretesi che mentono. Per quanto argomentato nel caso precedente, non può infatti esser vero che Epimenide dica la verità.

Giovanni Buridano, o meglio Jean Buridan, filosofo francese morto a Parigi circa nel 1361. Fino a quell'epoca, durante la Scolastica, si era sempre pensato che i problemi logici derivanti dal paradosso del mentitore derivassero dal carattere di autoreferenza. Buridano dimostrò che il problema non era l'autoreferenza, ma il riferimento reciproco, detto circolare, elaborando un paradosso nel quale l'autoriferimento era per così dire spezzato in due. Egli immaginò due protagonisti, Socrate e Platone, ciascuno dei quali pronuncia una sola frase. Socrate dice "Platone dice il falso"; Platone dice "Socrate dice il vero". Vista isolatamente, ciascuna delle due frasi non è affatto paradossale, ma la loro congiunzione lo diventa. Se Socrate dice effettivamente il vero, allora Platone mente davvero e di conseguenza (contraddicendo alla premessa) Socrate dice il falso. Non è possibile sostenere che la frase di Socrate sia vera e poi arrivare alla conclusione che è falsa.

Ecco, questo è quello a cui stiamo assistendo prima in diretta dal Quirinake e poi con le dichiarazioni dei vari politici di turno. Non sto a soffermarmi sulla statura (non fisica) dei politici in gioco sia chiaro ma, si potrebbe dire, non cerchiamo di dirimere il Paradosso del Mentitore attraverso di loro (sarebbe troppo chiedere...) ma quantomeno un discorso che non sia un gioco delle parti forse ce lo meritiamo.

Di sicuro non ci meritiamo tutto il caos che si cerca di creare ad hoc a partire da improbabili "campagne web" contro la massima carica dello Stato (abbandonandosi ad anglosassoni istituti manco previsti dal nostro ordinamento, solo perchè ha più appeal web) o quel continuo aizzare gli animi per creare un clima da guerra civile per proprio tornaconto elettorale. Tranquilli, ora passate queste ore si tornerà a parlare di lotta all'immigrazione, d'invasione, di uscita dall'euro. La visione manichea degli ipotetici buoni e cattivi da scrivere sulla lavagna della storia è troppo ben conosciuta a tutti noi, speriamo. 

Eppure basterebbe ricalcare la proposta di soluzione di Buridano (al paradosso) che fu dettata dall'intuizione della logica temporale: un'affermazione non è vera o falsa in assoluto, ma solo relativamente a un certo momento storico. Mentre non è possibile che una frase possa essere vera o falsa nello stesso tempo, essa può esserlo in tempi diversi: basterebbe dire "Platone dirà il falso quando pronuncerà la prossima frase" e "Socrate disse il vero quando pronunciò la frase precedente".

Saremo in grado di ritornare nell'ambito di un confronto civile dove, innanzitutto, si rispettano le istituzioni per quello che sono a prescindere da chi temporaneamente le rappresenta? Saremo in grado di smetterla di considerare sempre la furbizia più avanti dell'intelligenza e contrabbandarla per acume politico? Saremo in grado di uscire dalla retorica del vincitore e capire una volta per tutte che Democrazia esiste solo se esistono pesi e contrappesi e non è reale che domani ci si svegli vincitori di ipotetiche elezioni con il mandato divino di fare quel che meglio aggrada? Saremo in grado di migliorare e non semplicemente di cambiare, perchè cambiare non significa necesariamente migliorare.
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Il paradosso del mentitore oggi