Il piano olivicolo nazionale

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Con l’approvazione dei piano olivicolo nazionale si apre un percorso di crescita del vero Made in Italy nel mondo dove i consumi di extravergine sono praticamente raddoppiati in una sola generazione con un balzo del 73% negli ultimi 25 anni. E’ quanto ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nell’esprimere apprezzamento per l’approvazione del Piano olivicolo Nazionale, annunciata dal Ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina in occasione della mobilitazione della Coldiretti a Bari, e nel ringraziare, per il suo impegno, l’assessore all'Agricoltura della Puglia Leonardo Di Gioia, coordinatore della Commissione Politiche agricole della Conferenza delle Regioni.

Facendo leva sul piano Olivicolo, che tra aiuta ad incrementare la produzione nazionale, sarà possibile - sottolinea Moncalvo - soddisfare la crescente fame d’Italia nei mercati internazionali e difendere i consumatori italiani e stranieri dal rischio degli inganni del falso Made in Italy.

Il piano olivicolo nazionale  destina risorse interessanti al settore per incrementare la produzione nazionale, sostenere attività di ricerca, stimolare il recupero varietale e la distintività a sostegno della competitività del settore. Nel dettaglio, si punta all'incremento della produzione nazionale di olive e di olio extravergine di oliva,  senza accrescere la pressione sulle risorse naturali, in modo particolare sulla risorsa  idrica, attraverso la razionalizzazione della coltivazione degli oliveti tradizionali, il  rinnovamento degli impianti e l'introduzione di nuovi sistemi colturali in grado di  conciliare la sostenibilità ambientale con  quella economica.

Altro obiettivo è la promozione dell’attività di ricerca per accrescere e migliorare l'efficienza dell'olivicoltura italiana, mentre verranno realizzate iniziative di valorizzazione del Made in Italy e delle classi merceologiche di  qualità superiore certificate dell'olio extravergine  di oliva italiano, anche attraverso l'attivazione  di interventi per la promozione del prodotto  sul mercato interno e su quelli internazionali.

Previsti anche il recupero varietale delle cultivar nazionali di olive da mensa in nuovi impianti  olivicoli integralmente meccanizzabili e l'incentivazione e il sostegno dell'aggregazione e dell'organizzazione economica degli operatori della  filiera olivicola, in conformità alla disciplina  delle trattative contrattuali nel settore dell'olio  di oliva prevista dal regolamento (UE) n. 1308 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013.

Un passo importante che va accompagnato dall’attuazione completa delle norme già varate con la legge salva olio “Mongiello”, la n. 9 del 2013, dai controlli per la valutazione organolettica ai regimi di importazione per verificare la qualità merceologica dei prodotti in entrata.

L’Italia ha prodotto nell’ultimo anno 300 milioni di chili ottenuti da un patrimonio di circa 250 milioni di piante su 1,1 milioni di ettari di terreno, con un fatturato di circa 2 miliardi di euro ed un impiego di manodopera per 50 milioni di giornate lavorative. Numeri che fanno dell’Italia il secondo produttore mondiale dopo la Spagna, ma anche il primo paese per numero di oli Dop (Denominazione di origine protetta), ben 43.

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