Il Progetto FIRB "Appia Antica"

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Il percorso della Via Appia Antica dalla piana di Fondi verso i rilievi dei Monti Aurunci

La Via Appia Antica, o 'Regina Viarum', fu sin dall'epoca repubblicana fino a quella imperiale, e poi nel periodo rinascimentale e borbonico, la più importante via di comunicazione per il Mezzogiorno e il tramite di ogni legame che venne a unire l'Italia alla Grecia, al vicino Oriente e all'Africa.

Da alcuni anni l'Istituto per le Tecnologie Applicate ai Beni Culturali (ITABC) del CNR e il Dipartimento di Lettere e Beni Culturali (DILBEC) della Seconda Università di Napoli (SUN) conducono un progetto di Ricerca FIRB - finanziato dal MIUR - per lo studio multidisciplinare e integrato del tratto della Via Appia Antica che si estende tra i territori dei comuni di Fondi e Itri, nel Lazio meridionale. Uno dei tratti più suggestivi, impervi e spettacolari dell'intero tracciato, da Roma a Brindisi, è infatti quello che conduce attraverso le gole incise nei rilievi calcarei dei Monti Aurunci. Lungo il percorso sono percepibili le peculiarità storiche, monumentali e ambientali che lo rendono un documento emblematico per la comprensione dei rapporti tra la via e il territorio circostante, in ogni epoca.

I ricercatori del CNR-ITABC si dedicano dell'analisi territoriale attraverso studi geologici e geomorfologici che stanno aprendo nuove prospettive per la comprensione dei rapporti tra risorse naturali e realizzazione dell'opera, impiegano metodi di prospezione geofisica avanzati ed integrati (georadar ad alta risoluzione, magnetometria, indagini geolettriche, sismica passiva) in un settore di grande rilevanza archeologica dove sono ancora visibili i resti di un tempio dedicato ad Apollo, e si occupano del rilievo topografico e fotogrammetrico di altri punti di particolare interesse.

Le ricerche archeologiche condotte dalla SUN-DILBEC, integrandosi con il lavoro del CNR, attraverso studi topografici, stanno portando all'individuazione di diverse strutture gravitanti intorno al percorso stradale, documentate in un SIT (Sistema Informativo Territoriale) appositamente costruito. Ne sono esempi un fitto sistema di cave antiche di estrazione del materiale calcareo funzionale alla costruzione delle opere di sostruzione del tracciato, evidenziato attraverso la redazione di fotogrammetrie aeree finalizzate ad uso archeologico ed elaborate presso il laboratorio di Topografia Antica, sezione di Aerofotogrammetria del DILBEC.

Gli studi proseguiranno nel corso del 2016 con l'obiettivo di formulare un progetto di conservazione e valorizzazione del sito.

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