INPS, ISTAT e INAIL: GLI ITALIANI CONTINUANO A TIRARE LA CINGHIA

Stampa/PDF

Frena la cassa integrazione mentre unico dato positivo per la prima volta il numero degli infortuni è sceso al di sotto delle mille unità

In Italia la cassa integrazione, stando ai dati Inps, è scesa del 20%, in termini di ore autorizzate, sia rispetto al mese precedente, sia rispetto al mese di giugno dell'anno 2010 mentre in termini di consumi l'ISTAT ha rilevato una variazione positiva ma alquanto modesta della spesa delle famiglie, a +0,5%, quindi praticamente stagnante a conferma di come si stia continuando a tirare la cinghia. Secondo l'INPS la Cig cala, e questo è un bene, ma siamo davvero certi che questo significa reimpiego per tutti quei lavoratori? E' notizia di poche ore fa che 320 dipendenti della Om Carrelli Elevatori di Bari passano dai rischi della cassa integrazione alla prospettiva di restare a casa " giustificata " da una riorganizzazione dei siti produttivi che " regala " a Bari la chiusura per privilegiare lo stabilimento tedesco di Amburgo. Dal Rapporto 2010 dell'Inail presentato alla Camera per la prima volta il numero degli infortuni è sceso al di sotto delle mille unità mentre paradossalmente diminuiscono i cittadini stranieri assicurati all'Inail e crescono, tra i lavoratori immigrati, le vittime di infortuni. Complessivamente, l'incidenza infortunistica, espressa dal rapporto tra infortuni denunciati e lavoratori assicurati all'Inail, risulta più elevata per gli stranieri rispetto a quella degli italiani, rispettivamente 45 casi denunciati ogni 1.000 occupati contro i 39,2. A determinare queste differenze concorre senz'altro l'occupazione prevalente degli immigrati in settori particolarmente rischiosi nei quali l'attività manuale è prevalente, i turni di lavoro sono più lunghi e spesso la formazione professionale non è adeguata.

Fonte: Giovanni D'Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale "Tutela del Consumatore" di Italia dei Valori e fondatore dello "Sportello dei Diritti"

Stampa/PDF
INPS, ISTAT e INAIL: GLI ITALIANI CONTINUANO A TIRARE LA CINGHIA