Intervista ad Ilya Averbuch: Romeo e Giulietta all'Arena di Verona

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E’ previsto per il 6 ottobre il tanto atteso spettacolo sul ghiaccio prodotto da ILYA AVERBUCH, il regista e campione olimpico che in Russia ha sbancato con il suo originalissimo Romeo e Giulietta”. L’Arena di Verona attende lo zar dei musical e il pubblico italiano è pronto a farsi stupire.  

Ricordiamo che per questo show ILYA AVERBUCH ha messo insieme uno squadra eccezionale composta da circa 250 persone tra coreografi, ballerini, campioni mondiali dello sport, cantanti, artisti, tecnici e creativi. E non è in grande solo il team, anche lo scenario sarà qualcosa di sorprendente. ILYA AVERBUCH vi ha posto particolare attenzione, lavorando intensamente per riportare nei minimi dettagli intere parti della città di Verona tra cui case, torri e, naturalmente, il balcone di Giulietta! Il tutto, per un peso di circa 4 tonnellate! Ma le sorprese per lo spettatore non finiscono qui, ILYA AVERBUCH ha in serbo per il pubblico inaspettati effetti speciali hollywoodiani, splendide musiche dal vivo, veri duelli, acrobazie mozzafiato, acqua e fuoco per stupire ancora. 

Abbiamo avuto il piacere di fare un piccola intervista allo zar dei musical per farci svelare alcuni retroscena e, innanzitutto, per sapere perché ha scelto proprio Romeo e Giulietta: 

La tua rappresentazione di Romeo e Giulietta è caratterizzata da una lodevole, affascinante e indiscussa originalità. Sono state necessarie molte modifiche alla trama e ai personaggi per mantenere questo tuo  tratto distintivo? 

Certamente, questo è una rappresentazione teatrale, e in quanto tale si presta a rimaneggiamenti scenografici. La mia sfida non è soltanto raccontare la storia, ma anche condividere il mio punto di vista su quelle che sono le sue caratteristiche principali. Pertanto, assegno un ruolo piuttosto importante a frate Lorenzo, parlo molto delle famiglie dei Montecchi e Capuleti, e i ruoli di Mercuzio e Tebaldo li ho evidenziati con personaggi molto vivaci. Penso che questa sia una produzione autonoma, ma che va a braccetto il testo letterario. 

Perché hai scelto proprio la storia di  Romeo e Giulietta per il tuo musical sul ghiaccio?  

Secondo me questa storia d’amore e il ghiaccio sono collegati da un filo invisibile. Inoltre, la storia raccontata da Shakespeare è molto corposa e ci ha permesso di realizzare un musical eccezionale. La storia è ricca di personaggi, e questo ci ha dato l’opportunità di trovare un posto per tutti i membri del team olimpico. Questa è una storia d’amore universale, e una storia del genere è molto interessante per essere interpretata sul ghiaccio. 


Ho letto in una intervista che hai rilasciato per  "
Izvestija" l'anno scorso, che il lavoro dei pattinatori in Romeo e Giulietta non si limita alla sola performance fisica, ma anche a quella recitativa, è corretto? quindi i campioni olimpici mentre pattinano recitano anche? 

Sì, è una cosa molto importante per me. Spero che il pubblico italiano percepisca che questo non è solo uno show sul ghiaccio dove gli atleti mostrano le proprie capacità tecniche, ma che si tratta di una performance dove gli attori, che sono diventati veri attori, recitano ruoli drammatici. E’ indubbio che gli elementi del pattinaggio artistico siano presenti nella rappresentazione, ma non sono assolutamente la cosa principale. La cosa più importante invece è la completezza del ruolo che si interpreta e la coreografia che io ho realizzato per i miei ragazzi. Agli spettatori europei che sono abituati ad un format di uno spettacolo sul ghiaccio dove i pattinatori dimostrano le loro abilità sportive, questo potrebbe risultare un po’ strano. Spero che questo nuovo genere che portiamo in Europa, faccia presa sul pubblico.   

Ho appreso che il know-how della tua squadra è altissimo. I pattinatori, oltre a recitare,  hanno dovuto imparare anche l'arte della scherma per rappresentare al meglio le scene dei duelli. In generale, per rispettare le performance da te richieste, in che cosa, secondo te, i pattinatori hanno avuto maggiori difficoltà? 

I ragazzi hanno accolto con entusiasmo la scherma nella recitazione. Non ci sono state difficoltà durante il lavoro. All'inizio ci siamo allenati sul pavimento in palestra e poi abbiamo trasferito sul ghiaccio queste combinazioni. Mi è piaciuto il fatto che ognuno di loro si sia appassionato alla scherma e che sia diventato esperto in combinazioni complesse. Per me era importante che i ragazzi non solo pattinassero con le loro armi o che si colpissero una o due volte; volevo che fossero impegnati in vere e propri duelli.  

Il tuo musical in Russia ha avuto un successo straordinario. I tuoi spettacoli sul ghiaccio sono ormai un brand che rappresenta la cultura russa nel panorama mondiale. Sicuramente avrai un successo strepitoso anche in Italia. Ti provoco per giocare un po'  e strapparti un sorriso e una battuta narcisista: ti è mai venuto il dubbio che il pubblico italiano, tendenzialmente per cultura abbastanza tradizionalista, possa storcere un po' il naso per qualche tua decisione audace nella rappresentazione di una storia così universale come quella di Romeo e Giulietta? 

Questa è una bella domanda. Non direi che sono proprio sulla cresta dell’onda. Sì, il pubblico russo è avvezzo alle mie sperimentazioni teatrali. Dopotutto sono impegnato in progetti teatrali da più di sei anni e in show sul ghiaccio da 15. Inoltre per gli spettatori russi i nostri campioni sono molto popolari grazie a programmi TV e alle vittorie che hanno conseguito. Ma per il pubblico europeo, noi sfortunatamente, siamo abbastanza sconosciuti  e ora abbiamo bisogno di conquistare lo spettatore europeo da zero. Con grande entusiasmo sto entrando in uno dei luoghi più ambiti al mondo – l'Arena di Verona. Produzioni eccezionali e artisti di spicco si sono esibiti qui. E’ un grande onore e una grande responsabilità per noi. Per capire le sensazioni degli italiani, ho organizzato alcuni tour a Sochi per i critici italiani in modo che facessero le loro osservazioni. Così ci hanno spiegato cosa il pubblico italiano avrebbe capito e cosa no. Non sono sicuro al 100% che si capirà tutto...perciò spero nella benevolenza e comprensione del pubblico italiano. Mi è stata data libertà totale per quanto riguarda la regia, e spero che il pubblico italiano non ci condanni per questo, dal momento che lo spettacolo non è stato realizzato riaspettando tutti gli standard degli show sul ghiaccio a cui gli europei sono abituati. 

Vi abbiamo incuriositi abbastanza con la nostra intervista? E allora, non vi resta che andare all’Arena di Verona e lasciarvi  rapire dal Romeo e Giulietta di ILYA AVERBUCH! Affrettatevi, manca solo un giorno! 

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Intervista ad Ilya Averbuch: Romeo e Giulietta  all'Arena di Verona